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RAGUSA - 15/07/2010
Attualità - Ragusa: slitta di 48 ore la nomina della presidenza della società aeroportuale

Presidenza Soaco rinviata, crisi politica se non sarà Udc?

Il deputato Orazio Ragusa rompe il silenzio: «C’è un patto pre elettorale da rispettare. La Soaco spetta all’Udc, altrimenti usciamo dalle amministrazioni locali
Foto CorrierediRagusa.it

Stretto nella morsa dei partiti alleati, il sindaco Giuseppe Alfano sceglie il rinvio. Per la presidenza della Soaco tutto differito a lunedì. La situazione è più delicata di quanto si pensi. Perché sulla Soaco potrebbero verificarsi crisi amministrative a cascata. Epicentro il Comune di Comiso, a seguire la Provincia e tutte quelle amministrazioni dove la presenza di consiglieri Udc è determinante ai fini del governo delle città. Con grande imbarazzo per viale del Fante, dove l´udicino Franco Antoci è proprio il padrone di casa per altri due anni ancora.

Perché la crisi? Perché in tempi non sospetti, prima delle elezioni amministrative, i partiti del Pdl, Udc compreso, avevano stretto un patto sulla parola che alla scadenza della presidenza Lombardi, chiusa l’era Digiacomo e del centrosinistra, la Soaco sarebbe spettata al partito dello scudo crociato. Gli ultimi terremoti dentro il Pdl, la riforma del Cda Soaco che da 9 componenti si riduce a 5 compreso il presidente, avrebbe autorizzato i big del Pdl Nino Minardo e Innocenzo Leontini (Carmelo Incardona non sarebbe della partita) a stracciare quell’accordo verbale e a rivendicare la presidenza della società aeroportuale.

Dietro quest’ultima clamorosa novità, lo stato maggiore dell’Udc, vale a dire i deputati nazionale e regionale Peppe Drago e Orazio Ragusa e il segretario provinciale Pinuccio Lavima hanno fatto quadrato non tanto sul nome che proporranno, ma sul rispetto di quell’accordo. Pena la crisi delle giunte amministrative dove l’Udc è alleato di governo. «Pretendiamo il rispetto dei patti- dichiara Orazio Ragusa senza utilizzare inutili perifrasi- perché su questo argomento siamo disposti a rompere l’alleanza un minuto dopo il fallimento dell’accordo. Non per una questione di principio, ma perché riteniamo che l’area Udc possa esprimere più di un candidato con i requisiti di managerialità che a parole tutti dicono di volere».

Pressato fra l’incudine e il martello del fare subito e del temporeggiare, Giuseppe Alfano, che avrebbe dovuto già dare alla Sac di Catania il nome del presidente entro la giornata di giovedì, ha chiesto ai vertici dello scalo di Catania 48 ore di tempo, esclusi i festivi, prima di pronunciarsi. Da sindaco deve garantire gli interessi del territorio ma è tormentato tra il dover fare un torno al Pdl e uno sgarbo all’Udc, che a Comiso esprime il vice sindaco Salvo Girlando.

Nomi? Sulla griglia ce ne sono tanti, comisani e del versante ipparino, ma ancora nessun pronunciamento. Si guardano bene dal farli i nomi, perché gli unici sbattuti sui giornali in largo anticipo, Gianni Mauro e Concetta Vindigni, sono stati bruciati. L’Udc ha almeno 3 nomi da sottoporre ad Alfano. E anche Innocenzo Leontini e Nino Minardo hanno pronti i loro candidati forti.

(Nella foto il deputato regionale Orazio Ragusa)