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RAGUSA - 09/07/2010
Attualità - Ragusa: nessuno può dormire sonni tranquilli

Tagli alla scuola, futuro nero per docenti e personale

La situazione è molto delicata e proprio in questi giorni i funzionari dell’ufficio scolastico provinciale sono alle prese con la definizione degli organici Foto Corrierediragusa.it

Sarà un estate tribolata ed un settembre nero per il personale della scuola. La riforma della secondaria ed i tagli apportati ai vari livelli del sistema scolastico non fanno dormire sonni tranquilli. Non solo ai giovani ed ai precari che attendono da anni di trovare sistemazione nel sistema dell’istruzione ma anche a quanti di ruolo e corrono il rischio di perdere il posto di lavoro. La situazione è molto delicata e proprio in questi giorni i funzionari dell’ufficio scolastico provinciale sono alle prese con la definizione degli organici di fatto che daranno la fotografia reale di cattedre e posti di lavoro dal 1 settembre.

Alcuni dati sono comunque già disponibili e parlano di meno 96 cattedre su un totale di mille 280 alle superiori in provincia di Ragusa, meno 32 cattedre alle medie su 878 e meno 74 cattedre alle materne su mille 80. Alle elementari non si prevedono cattedre con il tempo pieno perché sono state tutte azzerate ed i numeri parlano di meno 76 posti in meno. Non meno facile la situazione per gli amministrativi; qui i parametri sono stati drastici e si perderanno 38 posti mentre ci saranno cento posti di assistenti in meno. Per quanto riguarda le nomine dei docenti basti riflettere su questi numeri; nel 2008 in provincia di Ragusa il Csa ha nominato 400 persone tra docenti e personale, nel 2009 300, l’anno scorso 150, quest’anno si parla di appena 30 nomine con tanti saluti alle aspettative dei giovani, di quanto sono in attesa da tempo per una cattedra o un posto di lavoro nel mondo della scuola.

Qualcuno ha definito la riforma del ministro Maria Stella Gelmini (nella foto) la «soluzione finale» per il precariato per quanti attendono di entrare nel sistema e non è molto lontano dalla verità. La Cgil ha lanciato l’allarme nel corso di una assemblea ed ha chiamato alla mobilitazione sin dai primi giorni di settembre. I margini di manovra sembrano comunque molto ristretti. Bisogna prendere atto che la riforma Gelmini ed i tagli della finanziaria del ministro Tremonti porteranno ad una scuola con classi più numerose, più affollate, con docenti e personale sempre meno motivati visto che i problemi non si limitano solo alla organizzazione del personale ma alle risorse, agli investimenti, alla stessa filosofia con cui viene visto il mondo della scuola, sempre più fanalino di coda nel sistema economico nazionale e non valutato per la sua importanza nella formazione delle giovani generazioni.