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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 1087
RAGUSA - 06/07/2010
Attualità - Ragusa: partecipata assemblea pubblica promossa dalla Cna

Abusivismo settori acconciatura ed estetica, rischio Aids

I clienti spesso non sanno che strumenti quali forbici e lamette non vengono sterilizzati

Si è rivelata piuttosto partecipata l´assemblea pubblica promossa dall’Unione Benessere e Sanità della Cna provinciale di Ragusa nel contesto della campagna sull’abusivismo nei settori dell’acconciatura e dell’estetica avviata già qualche giorno fa. E´ stato altresì ribadito che la mancata sterilizzazione degli strumenti, che diventa spesso una prassi per gli abusivi, possono addirittura comportare seri rischi per i clienti, quali epatite o addirittura aids.

Tanti partecipanti perché il problema, in un periodo di crisi come quello attuale, risulta essere molto sentito, così come hanno avuto modo di sottolineare alcuni operatori. E’ stato, però, preso atto dell’assenza del rappresentante dell’Asp di Ragusa che avrebbe dovuto essere uno degli interlocutori privilegiati e che, invece, ha di fatto mancato l’appuntamento con una fondamentale occasione di confronto. Presenti, invece, tutti gli altri relatori, dal comandante provinciale della Guardia di Finanza, Francesco Fallica, al dirigente dell’Ispettorato provinciale del Lavoro, Antonio Triolo, all’assessore provinciale allo Sviluppo economico, Enzo Cavallo.

C’era anche il segretario generale della Camera di commercio, Carmelo Arezzo, che si è messo a completa disposizione, mutuando le parole di Pippo Tumino, il presidente dell’ente camerale recentemente scomparso, quando ha ricordato che la Camcom è la casa delle imprese. Hanno partecipato all’incontro di ieri anche il presidente provinciale della Cna, Giuseppe Massari, e il segretario Giovanni Brancati assieme al responsabile regionale dell’Unione, Salvatore Belfiore.

«Tra le proposte – spiega il presidente dell’Unione Benessere e Sanità, Maria Carmela Modica Belviglio – quella riguardante l’istituzione di uno sportello legalità per effettuare controlli anche sulle imprese del settore che chiudono, evitando così il rischio che le stesse vadano ad incrementare le sacche di abusivismo. Sia chiaro. Non vogliamo criminalizzare chi fa lavoro nero. Anzi, lo invitiamo a recarsi presso la nostra associazione così da trovare le formule più adatte per emergere dal sommerso, per aiutarlo a venire fuori dall’abusivismo».

«E’ innegabile – spiega il responsabile provinciale dell’Unione, Antonella Caldarera – che questo fenomeno provoca gravi danni al territorio ibleo, danni che si ripercuotono, soprattutto, sulle imprese in regola, su quelle che pagano le tasse e sono rispettose della legge. L’assemblea pubblica di ieri sera è stato uno dei primi momenti di confronto sull’annosa questione. Proseguiremo con un altro incontro simile anche dopo l’estate per verificare i passi in avanti compiuti dalla nostra campagna e stabilire eventuali ulteriori strategie per contenere il fenomeno».