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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 13:05 - Lettori online 598
RAGUSA - 01/07/2010
Attualità - Ragusa: amministratori critici con la Regione, Paolo Nigro critica Antonello Buscema

Piano paesaggistico all´insegna dell´incertezza

Deve indicare le prospettive di sviluppo degli insediamenti nel territorio rendendoli compatibili ed individuando le linee direttrici

In origine fu il Parco degli Iblei e la questione è ancora sul tappeto. Ora è il turno del piano paesaggistico della provincia. La riunione tenuta a Palermo in sede di assessorato ai beni culturali con il responsabile dell’ufficio , Michele Buffa e della sovrintendente Vera Greco con i sindaci della provincia convocati non poteva essere più dirompente. I sindaci hanno detto no al piano proposto dall’assessorato ed elaborato dalla sovrintendenza ai beni culturali di Ragusa. Parlamentari e sindaci hanno detto no ma in compenso hanno avuto dieci giorni di tempo per elaborare le loro proposte.

A Modica sul piano paesaggistico è insorto Paolo Nigro, Udc, che critica il sindaco per avere espropriato ancora una volta, dopo il caso del Parco degli Iblei, il consiglio comunale. Il consigliere Udc ammonisce il sindaco e vuole che sia riconosciuto il ruolo di indirizzo del consiglio comunale.

Il piano paesaggistico deve indicare le prospettive di sviluppo degli insediamenti nel territorio rendendoli compatibili ed individuando le linee direttrici. Il piano della sovrintendenza non piace perché mortifica le aspettative di aziende ed imprese, non tiene conto della specificità e vocazione agricola della provincia. Le amministrazioni hanno detto di volere elaborare le loro proposte e di non accettare un piano ancora una volta, come il parco degli Iblei, calato dall’alto. Il braccio di ferro continua ed è matematico che i dieci giorni di proroga concessi da Palermo non basteranno neppure a convocare consigli comunali e rappresentanti istituzionali e di categoria. La voce è stata unanime « Questi vincoli e limiti, le norme di attuazione del piano strozzano lo sviluppo e si confanno al territorio» E come diceva il buon Bartali «L’è tutto da rifare».