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RAGUSA - 25/06/2010
Attualità - Ragusa: spunta a sorpresa il nome dell’ex manager dell’Ausl 7

Fulvio Manno terzo liquidatore dell´Ato ambiente

Si aggiunge a Salvatore Campo e a Giuseppe Sulsenti in qualità di liquidatori. E’ quasi certo che Manno ricoprirà altresì la carica di presidente

E’ Fulvio Manno il terzo liquidatore dell’Ato ambiente. L’ex manager dell’Ausl 7, ora Asp, «ritorna» dopo l’uscita di scena dalla sanità, occupandosi stavolta di rifiuti in provincia. Sono stati i 12 Comuni-soci, più la Provincia, a decidere in questo senso, nell’ambito della composizione della società liquidatrice, dopo le dimissioni forzate del presidente Giovanni Vindigni e dei due componenti il Cda Franco Muccio e Concetta Vindigni.

In precedenza era circolato il nome dell’avvocato Guglielmo Rustico, fratello del sindaco di Ispica Piero, ma poi è saltato a sorpresa fuori il nome di Manno, che si aggiunge a Salvatore Campo e a Giuseppe Sulsenti in qualità di liquidatori. E’ quasi certo che Manno ricoprirà altresì la carica di presidente, dopo la rinuncia dell’avvocato Salvatore Campanella, che aveva colto tutti di sorpresa.

Incompatibilità con lo studio di avvocato, ma anche, secondo indiscrezioni, scarsa convenienza ad accettare l’incarico, nel momento che la nuova legge riduce al massimo i compensi remunerativi a fronte di un impegno oneroso.

Questioni ed emergenze infinite. Sui rifiuti non c’è tempo da perdere, perché i modelli igienici di Gela, Palermo, Catania e altre città contagiano facilmente. «Io credo- individua Giuseppe Sulsenti- si debba recuperare il tempo perduto dando immediata attuazione alle prescrizioni regionali riguardanti la discarica di Ragusa. Poi studiare, verificare e analizzare la situazione relativa al comprensorio modicano. Ritengo che i costi di smaltimento e trasporto alla discarica di Mazzarrà (per il primo mese 399 mila euro da pagare) da pagare siano difficilmente sopportabili dai comuni, per cui bisognerà trovare una soluzione immediata.

Terzo, la discarica di Vittoria va messa in sicurezza, vanno fatte le opere prescritte dagli organismi regionali, infine approvare subito il nuovo piano finanziario che permetterà di ricavare, nelle somme già versate o accantonate dagli enti, quelli occorrenti per le opere da fare: messa in sicurezza e post-mortem». Un ragionamento lineare, ma bisogna tenere conto dei debiti milionari che hanno i comuni nei confronti dell’Ato, debiti che hanno fatto disperare l’ex presidente Giovanni Vindigni.