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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:38 - Lettori online 703
RAGUSA - 17/06/2010
Attualità - La nouvelle cuisine non abita da queste parti

Gli chef iblei s´inchinano a testa alta ai colleghi di Trapani

Siciliamo 2010, da un’idea del gastronauta Luigi Cremona, chiama a raccolta i cuochi siciliani emergenti e propone una sfida a suon di menù Foto Corrierediragusa.it

Quando la Sicilia dà il meglio di se stessa. Siciliamo 2010, da un’idea del gastronauta Luigi Cremona, chiama a raccolta i cuochi siciliani emergenti e propone una sfida a suon di menù. Alla fine vince chi ha più fantasia, più gusto, più originalità e non solo chi fa più spettacolo con il piatto imbandito. La nouvelle cuisine non abita da queste parti, ma sono le ricette della nonna che aleggiano sullo sfondo, che ispirano, pur con la cultura e la sensibilità dei nostri giorni; onore dunque a giovani che studiano non solo piatti ma ingredienti, le loro provenienze, il loro amalgama, e li rivisitano a dovere.

E’ grazie a loro che Siciliamo premia e valorizza l’eccellenza enogastronomica siciliana. Nelle kermesse organizzata da Luigi Cremona e tenutasi per questa edizione nella cornice del New Palace hotel Marsala la squadra di Trapani con Gianni Zichichi del «Nannì» di Trapani vince di misura, 15 punti appena su mille, sul team della provincia iblea guidata da Peppe Barone che si era aggiudicata la semifinale. La «Sicilian cooking cup», come è stata definita, ha visto otto provincie siciliane accoppiate e sfidarsi con menù raffinati ed all’insegna dell’originalità, pur nel rispetto della cucina del territorio di provenienza.

Luigi Cremona è stato il salomonico regista per le tre giornate di gara che ha visto anche otto giudici, tra esperti enogastronomici e giornalisti del settore, impegnati nella valutazione dei menu presentati. In semifinale Ragusa, abbinata ad Agrigento, ha prevalso con 1280 punti sulle squadre di Messina con Pietro D’Agostino del ristorante «La Capinera» di Taormina in qualità di capitano,1139 punti, di Catania e Siracusa,1026 punti, e di Palermo e Caltanissetta, 1019 punti. Peppe Barone è stato il capitano «non giocatore» del team ibleo, che ha potuto contare su tre cuochi emergenti; Luigi Causarano di Palazzo Hedone Scicli, Stefano Rosa della Fattoria delle Torri di Modica e Giuseppe Bonsignore de «L’oste ed il Sacrestano» di Licata.

Dice Luigi Cremona: «C’è stato un alto livello di professionalità in questa gara; i cuochi, seppur giovani, hanno dimostrato di saperci fare e di essere una risorsa. La Sicilia, con Ragusa e Trapani tra le eccellenze nel campo enogastronomico, ha una ricchezza in più che manifestazioni come Siciliamo valorizzano». La squadra di Ragusa ha presentato in semifinale un macco di fave fresche con finocchietto e filetto di sgombro quale antipasto; un arancino con ragù di tonno e crema di piselli per secondo ed un cubo di pesce spada accompagnato da una originalissima mousse di patata alla brace.

Il gran finale ha visto Ragusa perdere contro Trapani ma per Peppe Barone, primo lo scorso anno è andata bene lo stesso: «Giocavamo in casa dei nostri avversari ed ha giocato anche il «fattore campo» dice Barone- Sono soddisfatto perché i nostri tre cuochi hanno interpretato al meglio la tradizione della cucina siciliana ed iblea in particolare. Ci accontentiamo della medaglia d’argento r diamo appuntamento al prossimo anno». Alla fine coppe e riconoscimenti per tutti da parte degli organizzatori con la camera di commercio di Trapani in prima fila per il sostegno a Siciliamo 2010.

Nella foto da sx Stefano Rosa, Peppe Bonsignore, il presidente della Camera di Commercio di Trapani, Giuseppe Pace, Luigi Causarano e Peppe Barone