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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 836
RAGUSA - 13/06/2010
Attualità - Ragusa: "vietato morire" almeno fino alla fine del mese

A Ragusa i morti non trovano... posto al cimitero centrale

Per chi non è titolare di una tomba di famiglia o di un’edicola ma ha destinato di seppellire il congiunto nei campi comuni

Non c’è posto al cimitero centrale di Ragusa, almeno fino alla fine del mese; chi vuole ha il posto assicurato al cimitero di Ibla. Questo vale solo per chi non è titolare di una tomba di famiglia o di un’edicola ma ha destinato di seppellire il congiunto nei campi comuni. Nel cimitero di contrada Scassale ci sono infatti lavori in corso al campo 31 ed al campo 13 e bisogna pazientare. Proprio a causa dell’interdizione dei due campi comuni non ci sono più spazi; l’amministrazione ha infatti disposto lavori di riorganizzazione dei due siti. I defunti negli ultimi mesi infatti sono stati accolti nel campo 13 dove hanno preso il posto delle salme a loro volta esumate perché interrate 50 anni fa.

Al momento dell’esumazione tuttavia è sopraggiunto un ulteriore problema perché sono state notate dai familiari difformità tra la salma ed il monumentino funerario; insomma alla lapide spesso e volentieri non ha corrisposto il defunto, il che ha suscitato le vibrate proteste dei familiari tanto da indurre l’amministrazione comunale ad intervenire. Dice il consigliere Emanuele Di Stefano, delegato ai servizi cimiteriali « Abbiamo notato che in molti casi la coincidenza tra salma e monumento non c’è. Ecco perché stiamo procedendo con alcuni saggi in tutto il campo 13. Abbiamo approfittato di questo intervento per sistemare al meglio tutta l’area».

I lavori interessano anche l’area 31 dice le salme che sono state sepolte da oltre dieci anni saranno esumate per fare spazio ai nuovi defunti. Il progetto dell’amministrazione comunale riguarda infine anche il campo 16 e man mano si procederà con gli altri. Il risultato è che al cimitero centrale non c’è posto e bisognerà trasferire le salme ad Ibla in attesa di un ritorno in «città». E’ il caso di dire che anche i morti non hanno pace.