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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:55 - Lettori online 1388
RAGUSA - 08/06/2010
Attualità - Vertice a Roma con il ministro dell’istruzione e dell’università

Lombardo firma l´accordo per il 4° polo universitario

Previste sei facoltà: due nelle sedi di Ragusa – verosimilmente Lingue ed Agraria- e di Siracusa e quattro in quelle di Enna Foto Corrierediragusa.it

Il quarto polo universitario è realtà. Il presidente della regione Raffaele Lombardo (nella foto) ha infatti firmato a Roma l’accordo di programma con il ministro dell’istruzione e dell’università per l’istituzione del quarto polo che si articola su Enna, Ragusa e Siracusa. L’intesa è stata firmata dal ministero dell’Università, la Regione siciliana, il Comitato delle Università siciliane, Crus, ed il comitato promotore del Quarto Polo e ridisegna tutta la mappa dell’offerta universitaria in Sicilia a partire dal 20112012.

L’accordo prevede sei facoltà: due nelle sedi di Ragusa – verosimilmente Lingue ed Agraria- e di Siracusa e quattro in quelle di Enna. Ci saranno dunque misure di mobilità sia per il personale docente che per quello tecnico – amministrativo per soddisfare l’organizzazione della nuova realtà. Le altre università siciliane, si legge nel testo dell’accordo, dovranno armonizzare l´offerta formativa anche in relazione alla nascita del nuovo ateneo, coprendo ambiti del sapere scoperti, evitando duplicazioni. Questo passaggio potrebbe riferirsi implicitamente a Ragusa con la sua facoltà di Lingue che non dovrebbe avere a questo punto un duplicato con Catania.

L´accordo vede un forte impegno istituzionale perchè la regione si impegna per almeno nove anni a destinare risorse non inferiori a quanto stanziato per l´anno finanziario 2010 e a favorire l´accesso del sistema universitario siciliano ai fondi del Por, sia Fesr che Fse. Il ministero dell´Università agevolerà invece la disponibilità dei finanziamenti alla ricerca mentre gli enti territoriali rappresentati nel comitato Quarto Polo dovranno destinare al soggetto gestore, sempre per nove anni, una somma non inferiore a quanto distribuito nelle sedi di Enna, Siracusa e Ragusa. La firma dell’accordo è il passo fondamentale per la nascita della nuova realtà che arricchirà l’intera isola di una offerta formativa diversificata ed alla presenza in realtà finora marginalizzate di studi alta formazione.

La nuova mappa universitaria in Sicilia prevede dunque quattro poli universitari: Palermo, Catania, Messina, Siracusa-Enna-Ragusa, ognuno dei quali legato in rete con altri centri dell’Isola che entrano a pieno titolo nel sistema accademico siciliano: Agrigento e Caltanissetta per Palermo; Noto, Modica e Caltagirone per Catania; Messina, Barcellona e Patti si collegheranno in rete con altri soggetti di alta formazione nell’area metropolitana dello Stretto.

RAGUSA: INAUGURATA LA CASA DELLO STUDENTE A PALAZZO CASTILLETT, SENZA RECCA
Apre la casa dello studente, ma servirà? E’ la domanda che si sono posti in molti all’inaugurazione di palazzo Castillett a Ragusa Ibla, costato quasi un milione e mezzo di euro, destinato ad accogliere 19 studenti con tutti i confort e la tecnologia più avanzata.

Ha fatto gli onori di casa Giovanni Mauro, presidente del consorzio, ma l’ospite più atteso non si è presentato. Il rettore dell’università di Catania Antonio Recca non si è fatto vedere dalle parti di Ibla dopo le polemiche con il consorzio universitario di Ragusa ed il contenzioso aperto. Recca d’altronde ha avanzato già la sua richiesta a Giovanni Mauro e cioè la sottoscrizione della convenzione entro lunedì prossimo se Ragusa vuole continuare ad avere un rapporto con l’università di Catania. Mauro è fiducioso e lo ha manifestato ai presenti a palazzo Castillett ma sul futuro universitario di Ragusa ci sono ancora nubi.

Fiducia è certamente venuta dalla riunione tenuta alla provincia dove il comitato promotore per la nascita del quarto polo universitario si è riunito. Ragusa, Siracusa ed Enna con i loro sindaci, i presidenti dei rispettivi consorzi universitari ed i presidenti della provincia interessati hanno già individuato il percorso. La Regione dovrà assicurare i finanziamenti e gli enti locali dovranno garantire le risorse che attualmente erogano ai rispettivi corsi.