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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:19 - Lettori online 1106
RAGUSA - 29/05/2010
Attualità - Ragusa: i docenti di sostegno sul piede di guerra per gli incarichi del prossimo anno

Quando il portatore di handicap è solo uno "strumento"

Un esposto è stato presentato al Csa di Ragusa ed alla procura della Repubblica

Quando il portatore di handicap diventa "funzionale". Succede nella scuola secondaria superiore grazie al sistema in vigore di assegnazione del personale di sostegno agli alunni portatori di handicap. La denuncia circostanziata di 19 docenti porta alla luce il sistema adottato nelle scuole dove c’è la necessità di impegnare il personale specializzato in attività di sostegno. I docenti di sostegno devono essere scelti in quattro aree disciplinari a seconda delle necessità manifestate dall’allievo, dalla diagnosi dei suoi bisogni, dalle sue capacità attitudinali; la legge che regola il sistema, la 104 del 1992, individua dunque l’area scientifica, umanistica, tecnica e psicomotoria.

La denuncia dei 19 firmatari in un esposto al direttore del Centro servizi amministrativi di Ragusa ed alla procura della repubblica parte proprio da questo presupposto, visto che nella nostra provincia le aree cui vengono assegnati i portatori di handicap sono stabilite non già sulla base di criteri oggettivi e dei bisogni degli allievi ma solo per mantenere il posto di lavoro di alcuni docenti piuttosto che di altri.

«E’ una assegnazione di convenienza –denunciano i firmatari della lettera- Nelle scuole si sono formati veri e propri clan che agiscono per il proprio tornaconto». Da una rilevazione infatti emerge che gli insegnanti dell’area tecnica sono titolari del 50 per cento delle disponibilità, seguiti dall’area umanistica con il 27 per cento e da quella scientifica con il 17 per cento. Buon’ultima l’area psicomotoria che conta solo sul sei per cento dei posti. Una evidente discriminazione, dicono i docenti, che perpetua posizioni consolidate e che non consente ad altri docenti di inserirsi nel mercato del lavoro.

«I disabili sono ridotti, si legge nella lettera- a mero «strumento», funzionale alle possibilità occupazionali del docente. Una situazione che non può essere più tollerata e per la quale chiediamo l’intervento dell’autorità scolastica e giudiziaria».