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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 574
RAGUSA - 18/05/2010
Attualità - Ragusa: i dati della relazione annuale

Quella iblea è una provincia in salute, lo certifica l´Asp 7

Aumentano, infatti, la popolazione, l’età media e gli ultracentenari, e si abbatte il tasso di mortalità infantile

Una provincia in salute. La relazione annuale dell´Azienda sanitaria evidenzia un complessivo miglioramento delle condizioni di vita. Aumentano, infatti, la popolazione, l´età media e gli ultracentenari, e si abbatte il tasso di mortalità infantile. In leggero aumento, ma inferiore alla media nazionale, l´incidenza della morte per tumore.

Tra i fattori che preoccupano l´eccessiva presenza di auto e l´assenza nelle città di aree pedonali, la carenza dei servizi igienici pubblici, la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, l´inquinamento dell´acqua (il 10 per cento dei controlli ha mostrato valori non conformi). Nessun problema, invece, è emerso per quanto riguarda i rilevamenti dei campi elettromagnetici che spesso creano allarme tra la popolazione.

La relazione sanitaria è stata illustrata dal manager Ettore Gilotta, affiancato dai direttori sanitario e amministrativo, Pasquale Granata e Maria Sigona, dal responsabile del dipartimento di prevenzione Francesco Blangiardi, dal direttore del servizio di epidemiologia Giuseppe Ferrera, dal responsabile del servizio di biostatistica medica Riccardo Gafà.

POPOLAZIONE
La popolazione è ancora in aumento. Nel 2009, si è attestata a 315.283 (eravamo 313.282 nel 2008). Crescono sia i nuovi nati (3231) con una media di 10.25 nuovi nati per mille abitanti, che il numero di deceduti che, per la prima volta, nel 2009, ha superato la soglia delle 3000 unità (3005). La città con la percentuale più alta di stranieri è Acate (4.89 per cento), seguita da Santa Croce Camerina (3.28 per cento).

Giarratana e Monterosso Almo sono gli unici due centri nei quali la percentuale degli emigrati è superiore a quella degli immigrati. Le culle sono di casa soprattutto ad Acate (13.13 nati ogni mille abitanti) e meno frequenti a Monterosso Almo (7.01 ogni mille abitanti). I dati si invertono, tra Acate e Monterosso, per quanto riguarda, invece, il tasso di mortalità, così si può dire che Acate è il centro dove si nasce di più e si muore meno e Monterosso è invece il paese dove si nasce meno e si muore di più.

L´ETÀ MEDIA
In lieve incremento l´età media della popolazione che è di 76.78 anni per gli uomini e di 81.02 anni per le donne. In aumento anche il numero degli ultracentenari che salgono a 48 (13 uomini e 35 donne), nove in più rispetto al 2008. L´elisir di lunga vita si trova a Giarratana dove, in media, gli uomini raggiungono gli 82.19 anni e le donne gli 84.59 anni. L´aspettativa di vita più bassa è invece ad Acate (72.39 anni per gli uomini, 76.90 per le donne).
CAUSE DI MORTE. La prima causa di morte restano le malattie cardiovascolari (37.20 casi ogni 10 mila abitanti per gli uomini e 43.39 per le donne).

Quest´ultimo dato va letto, però, come indice di un migliore stato di salute complessivo delle donne che si ammalano meno, vivono più a lungo e i decessi sono causati, in misura maggiore, da cause naturali legate al funzionamento del cuore. Nel 2009, sono aumentati i casi di morte legati al tumore per gli uomini (26.63 casi ogni 10 mila abitanti), mentre sono in calo per le donne (18.04). Tra i giovani sino a 39 anni la prima causa di morte restano gli incidenti stradali (17 su trenta decessi).

I TUMORI
I dati provinciali, relativi ai decessi per patologie tumorali, sono al di sotto della media nazionale di quasi tre punti percentuali. Il tumore più frequente resta quello al polmone, legato soprattutto al fumo. Considerando una media che tiene in conto gli ultimi dieci anni, i decessi causati da tumore sono più frequenti a Monterosso Almo (43.9 casi ogni 10 mila abitanti per gli uomini e 23.7 per le donne). I paesi dove, invece, i rischi sono meno elevati risultano Pozzallo (17 casi su 10 mila abitanti per gli uomini) e Santa Croce Camerina (10.7 per le donne). Dati oltre i 30 casi per 10 mila abitanti, per gli uomini, anche a Chiaramonte Gulfi (32.2), Ragusa (33.7), Giarratana (38.5) come a voler confermare un´incidenza maggiore per i comuni montani rispetto a quelli costieri.

MORTALITÀ INFANTILE
Nel 2009, il tasso di mortalità infantile ha raggiunto il valore più basso degli ultimi dieci anni (3.10 casi ogni mille nati), inferiore alla media nazionale e in linea con I migliori dati europei.

(Fonte: Alessandro Bongiorno - Gazzetta del Sud)