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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:41 - Lettori online 1467
RAGUSA - 07/05/2010
Attualità - Ragusa: la riunione dell’assemblea dei sindaci ha avuto risvolti clamorosi

Revocato Cda Ato Ambiente, è la vittoria di Nello Dipasquale

Per i vertici dell’organismo si tratta di una vendetta personale. Il sindaco di Ragusa Dipasquale: "Non c’era altra soluzione". La deputazione iblea era al corrente di questa decisione? Come reagirà il deputato Incardona che aveva voluto Vindigni alla presidenza? Foto Corrierediragusa.it

L’assemblea dei sindaci soci ha mandato a casa il presidente dell’Ato ambiente Giovanni Vindigni (nella foto) e l’intero consiglio d’amministrazione nell’ambito della riunione tenutasi questo pomeriggio. Un colpo di coda inatteso che ha lasciato sorpresi i vertici dell’Ato, che non si aspettavano d´essere cacciati prima della scadenza naturale. Sbigottiti in particolare lo stesso Giovanni Vindigni e la componente dell´organismo Concetta Vindigni.

Aveva invece evidentemente fiutato aria grama il vice presidente dell´organismo Franco Muccio, che aveva rassegnato le dimissioni pochi minuti prima dell´inizio dell´assemblea dei soci, per evitare la revoca del mandato, come accaduto per gli altri componenti dell´Ambito territoriale ottimale.

Alla riunione erano presenti Salvo Mallia per la Provincia e i sindaci dei comuni di Ragusa, Vittoria, Comiso, Scicli, Modica, Monterosso Almo, Pozzallo. Solo quest’ultimo comune ha votato contro la sfiducia al presidente dell’Ato ambiente e al Cda. Il comune di Ispica era assente. Resta da capire se la deputazione iblea era al corrente della decisione presa dai sindaci prevalentemente di area di centrodestra. E l´onorevole Carmelo Incardona, il deputato che ha voluto Giovanni Vindigni alla presidenza dell´Ato, come ha reagito a questa decisione presa quasi all´unanimità dai soci dell´Ambito?

Tutti gli altri enti, compresa la Provincia, sono stati compatti nell’azione intrapresa dal sindaco del comune capoluogo Nello Dipasquale, che aveva puntato il dito su una gestione non ottimale, tanto per restare in tema, dei rifiuti da parte dell´Ato ambiente. Per i vertici dell’Ato ambiente si tratta di «una vendetta personale che non farà bene a nessuno, tanto meno al territorio, che si ritroverà a fare i conti con l’emergenza discariche senza un organismo che se ne possa occupare.

Il mandato naturale sarebbe scaduto a luglio, ma Dipasquale aveva già in più occasioni manifestato l’intenzione di voler cacciare il presidente Vindigni e l’intero Cda, tacciandoli d’inefficienza rispetto alle esigenze della provincia.

"Non c´era altra soluzione - dichiara al telefono Dipasquale - e adesso saranno i revisori dei conti, nella persona di Salvatore Linguanti, ad occuparsi di tutto, in attesa che vengano eletti il nuovo presidente e il Cda. C´era urgente bisogno di una svolta - conclude il sindaco - per uscire fuori dall´impasse discariche". Bisognerà intanto approvare il bilancio e nominare il commissario liquidatore dell´organismo.

Intanto Giovanni e Concetta Vindigni hanno diramato un comunicato in cui dichiarano che "L’azione di forza svolta dalla maggioranza dei sindaci è stata inopportuna in quanto già la nuova legge 9/2010 prevedeva la nomina di un nuovo Cda. Tuttavia - prosegue la nota - l’abbiamo considerata utile per noi perché ci darà la possibilità di continuare nelle azioni giudiziarie intraprese e su quelle che vorremo intraprendere per acclarare che quanto detto nei nostri confronti, negli ultimi due mesi del nostro mandato è falso, offensivo ed ingiustamente diffamatorio.

Dopo tutto quello chè stato detto, l’unico modo concreto che ci rimaneva per potere continuare nella nostra azione protesa al ristabilimento della verità e il riconoscimento dei nostri diritti e della nostra onorabilità, era proprio quello di affrontare oggi la revoca anzichè le dimisioni spontanee.

Le dimissioni - proseguono Giovanni e Concetta Vindigni - avrebbero potuto fare ritenere come ammessi fatti che invece noi respingiamo ancora una volta con forza e ci avrebbero precluso, non in diritto, ma di fatto, la continuazione delle azioni intraprese e da intraprendere che sarebbero poi sembrate frutto di sentimenti di rivincita, quando invece la scelta di continuare nell’azione giudiziaria davanti ad organi terzi ed al di sopra delle parti era e sarà - si chiude la nota - una serena manifestazione di volontà".