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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 1230
RAGUSA - 16/04/2010
Attualità - Ragusa: il gestore del sito peloritano mette le mani avanti

Tirreno Ambiente: "Prima i soldi, poi i rifiuti nel Messinese"

La vicenda discariche sembra un tunnel senza uscita

La vicenda discariche si riannoda. Mancano ormai pochi giorni alla chiusura delle discariche di Ragusa e Vittoria ai comuni di Scicli e Modica ed alla riorganizzazione del sistema di conferimento degli altri comuni ma nessuna decisione è stata ancora presa dal tavolo tecnico che per due giorni consecutivi si è riunito a Ragusa per dirimere la questione.

Una terza riunione è stata fissata per lunedì , a sole 24 ore dalla scadenza dei termini, ed appare sempre più probabile una emergenza rifiuti in provincia di Ragusa. Una vera e propria iattura che la classe politica iblea, in tutte le sue componenti, dovrà evitare all’inizio della stagione turistica, per non violentare il territorio, per assicurare condizioni di decenza e di vivibilità in tutto il territorio.

Come di solito accade le decisioni sono sempre rinviate all’ultima ora in attesa del colpo di teatro che in questo caso potrà solo venire dalla riapertura, seppur parziale di cava dei Modicani e dal prolungamento dell’attività a Pozzo Bollente. La discarica di S. Biagio resta infatti off limits almeno fino a quando no verrà realizzata la quarta vasca, che, contrariamente a quanto sostenuto dal presidente dell’Ato, Giovanni Vindigni, ha bisogno di tempi tecnici e di autorizzazioni. Quella che è stata indicata come la carta vincente per risolvere i problemi di Modica e Scicli si è rivelata dunque solo un mezzo bluff. Né vale la pur contestatissima ipotesi di andare a scaricare a Mazzarrà S. Andrea, ovvero a 250 km di distanza dalla provincia.

La Tirreno Ambiente, gestore della discarica peloritana, ha infatti detto chiaro e tondo al presidente Vindigni che prima bisogna versare le fidejussioni e poi si può cominciare a parlare. Il presidente di Tirreno Ambiente ha anche detto che al momento non ci sono le condizioni burocratiche e finanziare perché Modica, Scicli ed eventualmente altri comuni iblei possano usufruire del sito. Ed allora ? Sindaci, amministratori e parlamentari si sono dati altri tre giorni di tempo per affrontare la spinosa questione.

Due le ipotesi: o hanno la soluzione già a portata di mano o dimostrano leggerezza e superficialità nell’affrontare il problema più delicato che vive la nostra provincia. I cittadini si augurano che la prima ipotesi sia quella più credibile perché altrimenti oltre al disastro ambientale ci sarebbe anche il fallimento totale.