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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:55 - Lettori online 1509
RAGUSA - 01/04/2010
Attualità - Ragusa: i finanzieri hanno acquisito ulteriore documentazione

La Finanza indaga sull´Ato ambiente Ragusa. Blitz in sede

Dal 10 aprile i 4 comuni dovrebbero scaricare i rifiuti a Mazzara sant’Andrea, vicino Messina; gli ipparini a Cava dei Modicani». Ragusa pronta a fare le barricate

Proseguono le indagini della Guardia di finanza sulla gestione dell´Ato ambiente Ragusa. Un blitz dei finanzieri si è registrato proprio mentre era in corso la conferenza dei sindaci per risolvere l´emergenza del conferimento dei rifiuti. Le fiamme gialle hanno acquisito ulteriore documentazione per approfondire le indagini già avviate da qualche tempo a carico dell´organismo di cui è presidente Giovanni Vindigni.

Dove conferire i rifiuti? Se lo domandano i comuni di Modica, Scicli, Ispica e Pozzallo. Ma c’è davvero poco da ridere. E, soprattutto, pochissimo è il tempo a disposizione per decidere, risolvendo una problematica che rischia di sfuggire di mano. Proprio alla luce di questa consapevolezza, ieri mattina si è tenuta a palazzo San Domenico una seduta urgente dei sindaci del comprensorio modicano.

All’ordine del giorno la richiesta, avanzata al presidente dell’Ato ambiente Giovanni Vindigni, di una convocazione straordinaria dell’assemblea dei soci dell’organismo. Un richiesta che ha incontrato gli unanimi consensi del sindaco di Modica Antonello Buscema, che ha fatto gli onori di casa, del suo omologo di Pozzallo Peppe Sulsenti, del primo cittadino di Ispica Piero Rustico e del vice sindaco di Scicli Teo Gentile. Lo stesso Vindigni aveva paventato la concreta possibilità, per i quattro comuni del comprensorio modicano, di conferire i rifiuti nel Messinese, stante la chiusura della discarica di Vittoria e del divieto del sindaco di Ragusa Nello Dipasquale di scaricare pattume a Cava dei Modicani.

Uno scenario da incubo per i quattro sindaci, già alle prese con problemi finanziari piuttosto seri. Conferire i rifiuti a Mazzarrà Sant’Andrea, il luogo indicato da Vindigni, significherebbe percorre 500 chilometri, tra andata e ritorno, per gli auto compattatori. Ciò si tradurrebbe in una lievitazione stratosferica dei costi, che si ripercuoterebbero sui cittadini con un netto aumento della tassa sui rifiuti. Proprio Modica, invece, aveva programmato un ribasso del 6% della Tarsu, sulla scorta di una più equa ripartizione del pagamento della tassa tra tutti i cittadini, anche da parte di quelli che versavano poco o nulla nelle casse comunali, solo perché risiedevano nelle zone periferiche.

Senza contare i disagi che ne deriverebbero in termini di vivibilità: conferire nel Messinese significherebbe cassonetti traboccanti di spazzatura, visto che gli auto compattatori non potrebbero intraprendere viaggi quotidiani. E il caldo alle porte non andrebbe che a peggiorare una situazione già al limite. Consapevole di tutto questo, il sindaco Antonello Buscema ha già alzato le barricate, bollando come «improponibile» la decisione assunta da Vindigni, peraltro in maniera unilaterale. Pozzo Bollente a Vittoria, dove finora i comuni hanno conferito, chiuderà per almeno quattro mesi, e questo è un dato di fatto.

Altra certezza è data dalla determinazione del sindaco di Ragusa di non aprire ai quattro comuni le porte della discarica di Cava dei Modicani, avendo già emanato una ordinanza in tal senso. Un concetto che vale anche per Vittoria, il cui sindaco Giuseppe Nicosia si ritrova tra le mani la patata bollente che rischia di scottare Modica, Pozzallo, Ispica e Scicli. A meno che proprio il comune sciclitano non decida in extremis di riaprire la discarica comunale, che rischia comunque il collasso se non si concretizza l’ampliamento, con la realizzazione di una seconda vasca. Un rebus che dovrà necessariamente essere sciolto nei prossimi giorni, altrimenti saranno i cittadini a rimetterci. Tanto per cambiare.

4 COMUNI IN CERCA DI DISCARICA
Vittoria, Comiso, Acate e Santa Croce Camerina, in quanto comuni dotati di buona volontà, dal 10 aprile conferiranno i rifiuti a Cava dei modicani, per 2-3 mesi, il tempo necessario perché la discarica di Pozzo bollente venga ampliata; Pozzallo, Modica, Ispica e Scicli, poiché sono comuni morosi e irrecuperabili dal punto di vista della solvibilità, andranno a scaricare a Mazzara Sant’Andrea, provincia di Messina.

Il piano di «mutuo soccorso» stilato dal presidente dell’Ato Gianni Vindigni è destinato a fare scoppiare una rivoluzione in provincia. Il primo a rullare i tamburi di guerra, il sindaco di Ragusa Nello Dipasquale, pronto a erigere le barricate davanti Cava dei modicani perché nessuno varchi di un metro il cancello. Anzi, il sindaco di Ragusa rilancia e chiede una convocazione urgente dell’assemblea dei soci dell’Ato per dire in faccia a Vindigni che tutto il Cda deve andare a casa.

All´ordine del giorno, infatti, c’è la revoca dei componenti del cda a la nomina dei nuovi. E’ sbrigativo Nello Dipasquale. Fra un anno si vota anche a Ragusa, e il sindaco vuole dimostrare che oltre a realizzare rotatorie e tempo di record è capace di sistemare la faccenda immondizia in poco tempo

«La invito- scrive rivolto a Vindigni- a convocare l´assemblea dei soci dell´Ato Ragusa Ambiente spa con all´ordine del giorno la revoca dei componenti del Consiglio di Amministrazione e la nomina dei nuovi componenti del Consiglio di Amministrazione».

Dipasquale invoca l’art. 2383 comma 3° del Codice Civile, laddove si specifica che la richiesta deriva «dalle molteplici e gravi inadempienze riscontrate nella gestione della società con particolare riferimento alle condizioni generali di criticità della gestione della discarica dei RSU di Contrada Cava dei modicani ed all´abbandono dell´impianto di compostaggio, alla mancata individuazione di ulteriori siti, dalla mancata realizzazione di ulteriori discariche ove conferire i Rsu relativamente ai comuni della provincia, alla inerzia nella programmazione circa le modalità di prosecuzione del servizio di raccolta RSU nella città di Ragusa successivamente al 31 marzo 2010, data di scadenza del contratto».

Insomma, ci sono tutti i buoni motivi perché la deputazione del centrodestra scenda in campo a difesa delle proprie posizioni e dei loro uomini che fanno parte del Cda dell’Ato. A margine di queste problematiche, l’inchiesta che la Procura della Repubblica di Modica ha affidato alla Guardia di finanza, impegantga da qualche mese a racimolare documenti riguardanti assunzioni e piano di comunicazione.

Non ci sarebbe nulla di preoccupante, in questa diatriba tutta politica fra correnti della stessa coalizione, se non ci fosse di mezzo il decoro e l’igiene delle città, pronte a ripiombare nell’immondizia esattamente come la settimana scorsa quando la Icom ha chiuso i cancelli di Pozzo bollente.

LE BARRICATE DEL COMUNE DI MODICA
«Se necessario faremo le barricate. Modica non accetterà mai e poi mai di conferire i rifiuti nel Messinese. E’ un’ipotesi semplicemente inaccettabile». Il sindaco Antonello Buscema reagisce così all’aut aut del presidente dell’Ato Giovanni Vindigni, che, dal 10 aprile, quando chiuderà per tre mesi la discarica di Vittoria, dove attualmente scarica i rifiuti Modica, ha stabilito che sia questo comune che gli altri del comprensorio modicano, dovranno portare il pattume a Mazzarrà Sant’Andrea, ovvero a 500 chilometri di distanza dalla provincia iblea, tra andata e ritorno.

«Il comune di Modica – incalza Buscema – non si piegherà mai a questa assurda condizione stabilita, senza alcun plausibile criterio, da Vindigni. Noi, come ente, avevamo fornito la nostra disponibilità ad allogare una discarica sub comprensoriale nel nostro territorio. L’Ato, non si capisce ancora bene per quale motivo, ha invece stabilito che questa soluzione non era fattibile. Allora – prosegue il primo cittadino – ci eravamo impegnati a versare una somma ragionevole per continuare a conferire i rifiuti a Vittoria o a Ragusa, oppure a fare la nostra parte per la realizzazione di una discarica, ad esempio ad Ispica, visto che anche questo comune si era detto favorevole in tal senso.

Nessuno ci ha contattato, nessuno ha chiesto il nostro parere e adesso dovremmo essere messi da Vindigni dinanzi al fatto compiuto. Non esiste. Nei prossimi giorni – prosegue Buscema – terremo un incontro congiunto con i miei omologhi di Scicli, Ispica e Pozzallo. Io mi sento di parlare per me, ma sono convinto che, in extrema ratio, interesseremo della vicenda sua eccellenza il prefetto. Non esiteremo – conclude Buscema – anche a porre in essere azioni di protesta eclatanti visto che conferire i rifiuti nel Messinese equivarrebbe, per un ente già in crisi come il nostro, ad un autentico suicidio finanziario».