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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 537
RAGUSA - 28/03/2010
Attualità - Ragusa: dopo la rottura del tratto di oleodotto Ragusa-Priolo del 18 gennaio scorso

Estrazione del greggio, stato di crisi in provincia di Ragusa

Ad affermarlo è una voce più che autorevole, Ledwin Zardini, responsabile per le relazioni sindacali e direttore del personale EniMed Sicilia Foto Corrierediragusa.it

I lavoratori di EniMed -la società del gruppo Eni che in provincia di Ragusa ha sostituito la Somicem nell’estrazione del greggio- hanno vissuto venerdì scorso un appuntamento di grande rilievo. Nei locali del distretto Eni di Ragusa, si è svolta l’Assemblea delle maestranze con la presenza dei Segretari territoriali di categoria, Paolo Rizza per la FilcTem Cgil e Giuseppe Scarpata per la Uilcem Uil. È stata l’occasione per il sindacato dei lavoratori della chimica e dell’energia di fare il punto della situazione, con particolare riferimento al «delicato momento operativo che sta attraversando la centrale di Ragusa».

«La rottura del tratto di oleodotto Ragusa-Priolo del 18 gennaio scorso, con inquantificabile sversamento di greggio per le distese del Tellaro, in territorio di Noto, ha messo in grave difficoltà la già precaria logistica di EniMed nel trasporto dell’olio greggio in conduttura, evidenziando la poca affidabilità e la provata incertezza dei sistemi di viaggio del petrolio estratto nel ragusano, verso il centro di raccolta e distribuzione di Mostringiano, Priolo. Al danno ambientale che ne è derivato, con successivo blocco del flusso di prodotto nella condotta per evitare irreparabili e altre conseguenze ecologiche, aggiungiamo la beffa di un programma «temporaneo» di trasporto, che affida da circa 60 giorni la logistica del petrolio ragusano esclusivamente al «gommato », con piani di carico autobotti, frenetici e incalzanti, circa 50 a settimana, e con turni di lavoro a dir poco «febbrili» per i lavoratori della centrale EniMed di Ragusa.

«Le parole, le assicurazioni sulla temporaneità dell’emergenza oleodotto non bastano più. I lavoratori hanno bisogno di certezze, che solo la presentazione ufficiale del «piano industriale» da parte di EniMed -alla luce dei fatti del Tellaro e dei relativi tempi di bonifica del tratto Ragusa-Priolo- potrà consolidare, senza alcun indugio». Lo dice esplicitamente il segretario generale di FilcTem Cgil, Paolo Rizza, sottolineando come il distretto di Ragusa sia divenuto, nel tempo, sempre più periferia nelle scelte strategiche di EniMed, nonostante la ricca capacità produttiva del sito. Una risposta concreta al supposto stato di crisi annunciato dall’azienda per vie poco formali.

Ragusa -sostengono i segretari territoriali di FilcTem e Uilcem- ha già rimesso alle casse degli assetti occupazionali un pesante tributo: la migrazione organizzativa e societaria di Somicem in EniMed ha tagliato circa 40 posti stabili di lavoro in provincia di Ragusa, e ha determinato l’inammissibile perdita delle maestranze che alimentavano il bacino dell’indotto.

«EniMed – continua Scarpata della Uilcem Uil – deve dare risposte urgenti e concrete sugli assetti produttivi e organizzativi del gruppo, processando corrette e pertinenti relazioni sindacali territoriali, o l’azienda sarà disponibile al dialogo o andremo finanche allo sciopero, con blocco straordinari e stop delle produzioni. Sarà nostro preciso impegno informare il Sindaco della città di Ragusa e il Presidente della Provincia della vertenza in atto. Anche perché nel 2012, Ragusa, con la messa in esercizio dei pozzi di contrada Tresauro, si candida a essere il «cuore» di EniMed Sicilia, confezionando per Eni circa 6.000 barili di pregiatissimo greggio al giorno, e non possiamo subire passivamente gli eventi di uno sviluppo del territorio, sempre più taciuto e messo in ingannevole dubbio dai vertici aziendali, e dal domani sempre più prossimo e imminente.»

Ma si è parlato anche del nuovo accordo contrattuale del 24 marzo, di appalti, e di prossime e spedite elezioni per le RSU, scadute da oltre un anno, il cui rinnovo è stato lasciato a marcire tra le alghe della convenienza aziendale, nonostante la volontà espressa dai lavoratori del distretto di Ragusa, sin dal Novembre 2009, di nuove votazioni per una nuova rappresentanza sindacale aziendale. Ma EniMed continua a mercanteggiare intese e a dialogare e a condividere strategie d’azienda con delegati –gelesi- che nulla hanno a che spartire col nostro territorio, delegittimati dall’accordo unitario Fulc del 12 Febbraio 2008, e più di ogni altra cosa, contrattualmente decaduti. Per EniMed esiste solo il distretto di Gela, dove ha sede la direzione dell’azienda e dove insiste una produzione di alcune centrali operative, che per quantità e qualità del greggio tirato rappresentano solo un pesante costo fisso per la società del gruppo Eni, da sopportare e subire, in passività costante, snobbando tuttavia il territorio ragusano, dove i numeri di produzione doppiano la boa del profitto da mezzo secolo.

E così gli appalti di manutenzione affidati solo a imprese del gelese, che reclutano solo maestranze del gelese, in barba agli accordi confederali di assunzione di manodopera locale, ragusana, e di sostegno alle imprese del territorio. Pertanto chiederemo, non solo alle istituzioni pubbliche, ma anche alle associazioni di categoria e datoriali, col supporto dei nostri confederali, di vigilare e, se necessario, intervenire con forza per il ripristino della legittima condotta.

Il petrolio di EniMed -che piaccia o no alla direzione aziendale di contrada Ponte Ulivo, in territorio di Gela- è targato Ragusa: in contrada Tabuna insiste il giacimento più vecchio d’Europa, che dopo 50 anni di sfruttamento continua a produrre ricchezza per il cane a sei zampe.

La rinnovata unità di intenti e di proponimenti di FilcTem e Uilcem territoriali, è una risposta concreta a quella che va configurandosi come una falsa emergenza operativa per la società del gruppo Eni. «La forza del rinnovamento – concludono i segretari della Uilcem e FilcTem, Giuseppe Scarpata e Paolo Rizza- di una classe sindacale giovane e consapevole dei propri mezzi, diviene la cifra di una nuova collettività decisionale che vuole fare, vuole agire, per recuperare e distribuire ai lavoratori, e alla collettività ragusana, la ricchezza della produttività aziendale».

Il documento intende dare concretezza all’azione sindacale, anche come autorità sociale, fissando i paletti del confronto con EniMed, che tra mille difficoltà, rinunce, e opportunismi, non ha ancora preso avvio.