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RAGUSA - 26/03/2010
Attualità - Ragusa: cerimonia in onore dell’ex manager dell’Ausl 7 a palazzo dell’Aquila

Manno cittadino onorario di Ragusa, ma Termini non ci sta

L’ex manager dell’Azienda ospedaliera dà una motivazione politica all’idea di Dipasquale. Il sindaco e Manno sono «lealisti», mentre lui è Pdl-Sicilia
Foto CorrierediRagusa.it

Un anno da commissario straordinario alla Provincia, 2000-2001, e 4 anni, 4 mesi e 4 giorni («le ore non le ho contate»- scherza l’interessato Fulvio Manno (nella foto)) da direttore generale dell’Asl 7 gli hanno valso una cittadinanza onoraria della città di Ragusa.

Gli è stata conferita a palazzo dell’Aquila in forma solenne dal sindaco Nello Di Pasquale, proprio come si fa per gli eventi importanti e con personaggi di riguardo. Qualcuno non ha gradito. Calogero Termini, ad esempio, manager, come Manno, dell’Azienda ospedaliera di via Di Vittorio, chiusa come l’Asl 7 dal 1 settembre del 2009, vittima come il palermitano della scure di Raffaele Lombardo e della riforma sanitaria entrata in vigore il 1 settembre 2009.

Un riconoscimento squisitamente politico, avrebbe riferito il dott. Lillo Termini, favorito dalla convivenza di Dipasquale e Manno nella stessa area «lealista» del Pdl, in antitesi con l’area Pdl-Sicilia alla quale è vicina Termini.

Manno trasecola nell’apprendere le dichiarazioni di Termini rivelate durante il Tg di Video Mediterraneo e si limita a ribattere. «Anche se è vero che siamo dello stesso partito ma di diverse aree, non commento sortite di questo tenore. Perché? Si commentano da sole».

L’evento conferma il legame profondo che esiste fra Manno, palermitano di nascita e la città di Ragusa, nella quale ha comprato casa a Ibla per trascorrervi qualche fine settimana. Fulvio Manno ha gradito l’iniziativa del sindaco Dipasquale e ha ricambiato donando al Comune ibleo un calessino dei primissimi del ‘900, in buone condizioni e col tettuccio. «Apparteneva a mio nonno- rivela Manno- ci tenevo a donarlo a questa città che mi ha regalato tante soddisfazioni professionali».

Sulla sanità iblea l’ex manager non ha voluto aprire bocca. Ha affidato ai legali le pratiche per avere riconosciuti i diritti economici maturati prima della brutale rescissione del contratto, ma dell’attività istituzionale e del nuovo corso delle Asp, lui, principe della polemica, non spendere neanche un aggettivo. «Sto bene, scoppio di salute, sono venuto per un momento di festa che mi riguarda e non voglio parlare di sanità…»