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RAGUSA - 26/03/2010
Attualità - Ragusa: per decidere sui 2 progetti arrivati ex aequo

Riqualificazione palazzo Ina, ci sarà un referendum

La commissione scientifica, presieduta da Paolo Portoghesi, ha giudicato parimenti validi gli elaborati prodotti dall’architetto Andrea Santacroce di Caserta e dall’architetto e ingegnere Gian Luigi Sylos Labini di Bari

Sarà un referendum cittadino a stabilire quale dei due progetti, giunti ex aequo al primo posto del concorso di idee, trasformerà palazzo Ina e darà un nuovo volto a piazza San Giovanni. La commissione scientifica, presieduta da Paolo Portoghesi, ha giudicato parimenti validi gli elaborati prodotti dall´architetto Andrea Santacroce di Caserta e dall´architetto e ingegnere Gian Luigi Sylos Labini di Bari.

I due progetti sono stati definiti entrambi innovativi e di livello. Ridisegnano non solo il prospetto del palazzo, ma anche gli interni che, da uffici, dovranno diventare un albergo a cinque stelle, con 40 stanze, sale conferenza e spazi di pertinenza fruibili anche dalla città. Entrambe le soluzioni soddisfano la richiesta di dare un nuovo aspetto alla piazza, lasciando in primo piano sia la cattedrale e che la chiesa della Badia.

Previsti, a carico del privato che realizzerà l´albergo, tra gli otto e i dieci milioni di investimento ai quali occorrerà aggiungere la somma necessaria a realizzare, in un´altra parte della città, quasi certamente all´ex consorzio agrario, gli uffici del comune oggi ospitati a palazzo Ina. Spetterà sempre al privato completare l´arredo urbano di piazza San Giovanni.

Il progetto dell´architetto Santacroce si presenta in maniera più sobria. Prevede un investimento di otto milioni di euro e la facciata, così come ha spiegato il dirigente Giorgio Colosi, che ricalca l´architettura post anni Cinquanta. La proposta dello studio di Sylos Labini è apparsa, invece, alla commissione più innovativa. Si ispira, ha detto Colosi, alla logica della trasparenza. Questo elaborato riprende l´allineamento originario e diminuisce volume dell´immobile. La scelta di Santacroce riprende, invece, la linea degli edifici esistenti sulla piazza.