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RAGUSA - 12/03/2010
Attualità - Ragusa: al convegno Villa Di Pasquale, la crisi economica vista da vicino

Cambiare mentalità imprenditoriale premiando chi assume

Analisi cruda dell’assessore Venturi: «La Sicilia, da terra di consumo a terra di produzione». Il colonnello Fallica: «Siamo in condizioni di sapere in anticipo a chi vanno i finanziamenti»
Foto CorrierediRagusa.it

La crisi economica vista da tutte le angolature. Sezionata, analizzata, esorcizzata. I lamenti del mondo imprenditoriale e le strategie da individuare per valorizzare le imprese sane e mettere fuori mercato quelle false e truffaldine. Ha affrontato tutti questi argomenti il convegno organizzato a Villa Di Pasquale da Lions Club di Comiso in collaborazione con Confindustria, Ordine dei Commercialisti e degli esperti contabili, la Provincia di Ragusa, la Banca agricola popolare di Ragusa, la Crias, l’Irfis, l’Ircac. Con l’apporto fondamentale del colonnello della Guardia di Finanza di Ragusa Francesco Fallica, protagonista, in queste ultime settimana, di indagini scottanti verso aziende che lavorano in nero. «Invito le imprese sane- ha detto il colonnello Fallica- a denunciare le aziende irregolari per impedire loro di accedere ai finanziamenti a discapito di chi lavora onestamente nella trasparenza».

Ospite d’eccezione, Marco Venturi (nella foto durante l´intervento), assessore regionale alle Attività produttive del governo Lombardo, più tecnico che politico. Giovane sì, ma abbastanza esperto per dirci quanti milioni di euro la Sicilia ha bruciato inutilmente senza raggiungere uno straccio di risultato.

L’assessore non ha sentito l’analisi di Enzo Taverniti, presidente di Confindustria di Ragusa. E neanche l’appello fatto alla classe politica perché «la smetta di litigare e pensi a governare per il bene di chi sta vivendo una crisi mortificante». I dati della Cassa integrazione guadagni sono piuttosto eloquenti. Nel 2008 sono state utilizzate 165 mila, nel 2009 975 mila. «La politica cambi mentalità e indirizzi i soldi verso la vera imprenditoria».

L’assessore ha affondato il bisturi nella piaga. I motivi della crisi? «Il Pil al Sud si sposta troppo sul pubblico che sul privato. In Sicilia c’è troppo pubblico, assomiglia all’ultima Repubblica socialista sovietica». E da buon nisseno ha parlato della sua Caltanissetta. «Aziende finanziate per svariati miliardi sul polo tessile che non avrebbero dovuto neanche esserci. E la stessa cosa vale per Trapani e Palermo, dove sono stati creati dei veri mostri».

Belle parole per la provincia di Ragusa, però. «E’ un’oasi, ma scollegata dal resto del mondo. Niente strade e ferrovia ferma ai tempi delle miniere di zolfo e del sale. Servirebbe il coraggio di riprogettare il Sud, 3-4 miliardi da spendere per l’innovazione; il coraggio di chiudere enti inutili; il coraggio di semplificare e sburocratizzare, avere meno pubblico e più privato. No a soldi a fondo perduto; premiare chi assume e non licenzia». E qui l’applauso è partito spontaneo.

Dopo gli interventi politici, spazio alle analisi tecniche moderate dal presidente della Crias Rosario Alescio. «Faccimao un protocollo d’intesa vero con la Guardia di Finanza- ha detto Alescio- per dare i soldi solo alle imprese trasparenti». Dall’introduzione di Salvatore Cannata, presidene Lions di Comiso, alla tavola rotonda hanno partecipato Alessandro Falgares, esperto di Finanza strutturata, Dario Tornabene, dirigente regionale uffici produttivi, Emanuele Occhipinti, responsabile ufficio crediti speciali della Banca agricola popolare, Massimo Raimondi responsabile Irfis, Salvatore Casamichele funzionario Ircac.