Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:03 - Lettori online 1314
RAGUSA - 25/02/2010
Attualità - Ragusa: costerà più caro ascoltare musica rilassante dal parrucchiere

Tassa sulla musica relax per parrucchieri ed estetisti

Lo prevede una legge del 1941 (sic!) mai applicata e rispolverata dalla Società consortile fonografica
Foto CorrierediRagusa.it

Stangata in arrivo per parrucchieri, estetisti e massaggiatori? Per Antonella Caldarera (nella foto), funzionaria della Cna provinciale, sì. Ascoltare musica rilassante durante una seduta dal parrucchiere, dall’estetista, o anche dal massaggiatore o massaggiatrice, costerà di più. Per colpa di una legge del secondo periodo bellico (1941), finora mai applicata e ora riscoperta dalla Società consortile fonografica.

Alcune imprese dell’area iblea, in particolare acconciatori ed estetisti, potrebbero ricevere, se non l’hanno già ricevuto, da parte della Scf, una richiesta di pagamento di diritti derivanti dall’uso di apparecchi per la diffusione di musica all’interno dei loro negozi.

«Una vera e propria tassa sulla radio – afferma Antonella Caldarera, che si sta occupando di seguire la spinosa materia – che deriva da una legge del 1941 che, però, a parere dell’associazione, non può essere applicata perché non è mai stato emanato il regolamento di attuazione che tra le altre cose doveva stabilire l’entità dei compensi dovuti. In tal senso, non possono certamente essere estesi a tutti gli obblighi derivanti dalla firma di convenzioni che Cna non ha sottoscritto a livello nazionale con Scf e che, eventualmente, saranno impegnative esclusivamente per gli associati a quelle organizzazioni che hanno firmato tali accordi»
.
In attesa dei chiarimenti, ammonisce Caldarera, i tributi non sono dovuti. A livello nazionale Cna sta seguendo la vicenda sia dal punto di vista legale che politico affinché si chiarisca definitivamente che le imprese artigiane che in proposito già pagano la Siae non sono tenute a pagare il diritto richiesto. «Nell’attesa che si arrivi al necessario chiarimento – conclude Caldarera – Cna Ragusa invita tutti coloro che hanno ricevuto o che riceveranno la richiesta di pagamento a non procedere in proposito e a contattare tempestivamente la nostra associazione».