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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 1030
RAGUSA - 18/02/2010
Attualità - La delirante tesi arriva dall’Irlanda del Nord

Siciliani popolo d´ignoranti secondo "studioso" inglese

Evidentemente Richard Lynn ha avuto poca frequentazione con trattorie, ristoranti e mercati meridionali dove la qualità dei prodotti della terra è molto alta sotto tutti i punti di vista

Nessuno aveva ancora pensato a questa spiegazione per capire il perché dell’arretramento del meridione d’Italia rispetto alle altre aree dell’Italia e del resto d’Europa. La risposta, provocatoria ma anche eccentrica , arriva dall’Irlanda del Nord, dove Richard Lynn, docente emerito di psicologia all’università dell’Ulster ha pubblicato uno studio sulla rivista «Intelligence» dove si afferma che «il grosso della differenza nello sviluppo economico tra nord e sud può essere spiegato con la variabilità dell´IQ(il quoziente intellettivo) e che, in sintesi, nel sud Italia la qualità del cibo è più scadente, si studia meno, ci si prende meno cura dei figli e che almeno dal 1400 il Meridione non partorisce figure di spicco nelle arti e nella politica».

Evidentemente Richard Lynn ha avuto poca frequentazione con trattorie, ristoranti e mercati meridionali dove la qualità dei prodotti della terra è molto alta sotto tutti i punti di vista. Al docente emerito dell’università britannica sfuggono anche i nomi di don Luigi Sturzo, Antonio Gramsci, Aldo Moro, Giordano Bruno, Luigi Pirandello, Edoardo de Filippo, Totò, Salvatore Quasimodo, ma anche Gian Lorenzo Bernini, Renato Guttuso, Renato Dulbecco, Grazia Deledda, tutti figli del mezzogiorno. La tesi di Lynn insomma sostiene che i meridionali sono meno intelligenti dei settentrionali. Anzi, mentre nel nord Italia il quoziente intellettivo è pari a quello di altri Paesi dell´Europa centrale e settentrionale, più si va verso sud, più il coefficiente si abbassa.

La causa è «con ogni probabilità» da attribuire «alla mescolanza genetica con popolazioni del Medio Oriente e del Nord Africa al pari della statura, dell´istruzione e del reddito, da nord a sud l´intelligenza media della popolazione scenda fino a toccare il punto più basso in Sicilia. I siciliani sono dunque i meno dotati dal punto di vista intellettuale tra gli europei».

Tesi delirante, subito bollata da Gianfranco Miccichè «Parole tanto sconvolgenti da essere ridicole».