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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 854
RAGUSA - 24/01/2010
Attualità - Ragusa: i giovani iscritti al gruppo Facebook

Quelli che difendono i colori storici di Ragusa

Il gruppo è nato su iniziativa degli alunni di Salvo Giliberto, architetto e docente di Disegno e Storia dell’arte del liceo scientifico
Foto CorrierediRagusa.it

«Restaurare sì… ma rovinare no! Vogliamo i colori della Ragusa di un tempo. È importante che il problema sia portato a conoscenza di quante più persone possibile per portare avanti una lotta contro lo scempio che sta avvenendo nella nostra cara città. Dobbiamo farci sentire".

Questi sono solo alcuni dei commenti che i giovani iscritti al gruppo Facebook «Per tutti quelli che difendono i colori storici di Ragusa» hanno lasciato in bacheca, la sezione visibile online da tutti i navigatori, membri e curiosi di passaggio. Il gruppo è nato su iniziativa degli alunni di Salvo Giliberto, architetto e docente di Disegno e Storia dell’arte del liceo scientifico di Ragusa. Giliberto è finito di recente sulle pagine della stampa locale per la sua battaglia serrata contro «lo scempio compiuto attraverso restauri aggressivi che hanno cancellato le tracce dei colori originali del barocco ibleo violentando e falsificando il volto antico di Ragusa.

Oggi con il Piano colore del Comune c’è il rischio che interventi di questo genere vengano effettuati su scala sempre più ampia, come testimonia purtroppo il recente restauro di palazzo Cosentini, a Ibla. Da una porta settecentesca per l’accesso laterale – spiega l’architetto – sono state rimosse le cromie originali (rosso pompeiano e blu azotato, ndr) degli stipiti e delle mostre a mantovanina, dopo tanto tempo ancora ben visibili grazie alla presenza di una scala in calcestruzzo, ora eliminata, che ostruiva la porta proteggendola dall’azione degli agenti atmosferici. Si è optato, cancellando le cromie miracolosamente intatte, per il beige e il bianco, che ricordano lo stile neoclassico, contrapposto al barocco».

I primi a far propria la battaglia di Giliberto sono stati i ragazzi del liceo scientifico, in particolare gli studenti che hanno dato vita al gruppo Facebook in difesa dei colori storici di Ragusa coinvolgendo altri utenti del social network: in soli tre giorni il gruppo ha superato quota 500 iscritti e punta a raggiungere in poco tempo quota 1.000. «No all’anarchia cromatica! – è scritto nella sezione che spiega le finalità del gruppo –. Per tutti quelli che vogliono difendere i palazzi del centro storico di Ragusa, che rischiano con i restauri (autorizzati) di perdere i colori originali del Settecento e dell’Ottocento. Non ci sembra giusto, combattiamo contro l’ignoranza".

Del resto, gli studenti di Giliberto hanno già dato prova della loro spiccata sensibilità in tema di memoria storica: «I ragazzi del corso I e del corso B – continua il docente – stanno portando avanti con grande impegno un rilevamento fotografico a tappeto di tutti gli edifici ubicati nel centro storico di Ragusa, numero civico per numero civico. Si tratta di un lavoro di ricerca e di approfondimento che sarà utilizzato per una mostra sui colori storici del barocco ibleo, ma è anche un lavoro che colma una lacuna, visto che l’Università di Catania aveva fatto un rilevamento simile ma solo a campione.

Una ricerca portata avanti, ciascuno nella propria città, anche da studenti pendolari che abitano a Chiaramonte, Monterosso, Giarratana, Comiso e Santa Croce. Foto che gli utenti di Facebook possono guardare nel web. I ragazzi infatti provvedono quasi ogni sera ad aggiornare il gruppo con nuovi scatti».

Insomma, i ragazzi del liceo scientifico non si limitano ai commenti online e a dichiarazioni infervorate. Hanno già dimostrato, nel corso dell’anno scolastico, di voler tutelare la storia e i colori originali di Ragusa. Ora sono anche pronti a scendere in piazza: «Ragazzi, quando raggiungeremo i 500 iscritti la manifestazione sarà seriamente organizzata... Ce la faremo"!

(Nelle foto la Porta Palazzo Cosentini prima e dopo il restauro)