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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 897
RAGUSA - 08/01/2010
Attualità - Ragusa: le accuse rivolte al sindaco dall’architetto

Giliberto: "Dipasquale mi ha sostituito, sono scomodo"

«Ho appreso tramite internet, e con un certo stupore, d’essere stato depennato dalla commissione Centri storici dopo solo un anno dall’insediamento»

«Capita… a chi porta avanti battaglie scomode». Questo il commento (e l’accusa) dell’architetto Salvatore Giliberto dopo aver appreso «tramite internet, e con un certo stupore, come il sottoscritto sia stato sostituito dal sindaco di Ragusa, Nello Dipasquale, nella commissione Centri storici dopo solo un anno dall’insediamento».

Per Giliberto, la decisione del primo cittadino è motivata «dalle battaglie da me condotte all’interno della commissione composta da esperti di urbanistica e di storia dell’arte – si legge in una nota diffusa a mezzo stampa dall’architetto –. Battaglie che non sono state digerite dal primo cittadino, che già ebbe modo di manifestare il proprio risentimento quando criticai la presentazione di una variante al Piano regolatore generale mistificandola come Piano particolareggiato del centro storico».

«Il Piano particolareggiato – sottolinea Giliberto nella nota – è nella sua natura uno strumento attuativo sia di zone edificate che di aree inedificate anche per i centri storici. Con il sistema dell’intervento diretto nell’ambito di una variante al Piano regolatore generale si vanificava la prerogativa di una progettazione globale e non a campione».

Altra battaglia portata avanti dall’agguerrito architetto e «non andata giù al nostro sindaco è quella relativa alle mie perplessità sulle risultanze del Piano di riqualificazione delle cortine edilizie del centro storico di Ragusa (Piano colore) presentato in Commissione risanamento dall’Università di Catania. I risultati dello studio dell’Università apparivano lacunosi negli approfondimenti storici e cromatici». Da qui il restauro di alcuni edifici antichi che, secondo l’architetto Giliberto, «ha cancellato le tracce dei colori originali del barocco locale sostituendoli con cromie che nulla hanno a che vedere col barocco».

E infine, «ma non meno importante, la querelle su via Roma», in cui l’architetto ha evidenziato «che era improponibile presentare in commissione un progetto che mancava perfino degli elaborati di base. Progetto con il quale si proponeva di stravolgere un connotato prettamente barocco del nostro centro storico con tipologie stereotipate che sarebbero potute andar bene in qualsiasi centro antico della Germania, dell’Inghilterra o della Francia, ma non certo nel centro pulsante della nostra città barocca. Si proponeva infatti di trasformare in poggiolo medievale la vecchia via Lucis con inserimenti di aiuole in due filari, con panchine fisse in calcare pieno (come sarcofagi egiziani), rendendo tra l’altro difficoltosa un’eventuale evacuazione forzata per evento calamitoso o per le processioni di rito».

Insomma, per l’architetto tutte queste «perplessità tecniche, manifestate democraticamente con trasparenza ed obiettività intellettuale nelle varie sedute, hanno portato alla mia sostituzione». Inoltre, «stranizza il comportamento dell’Mpa, partito che rappresentavo in commissione Centri storici, la cui assemblea cittadina dell’11 dicembre enfatizzava l’azione di tutela del territorio e della città che stavo conducendo, incitandomi a perseverare nel modus operandi intrapreso e molto condiviso. Qualcuno dei dirigenti però già sapeva della sostituzione in itinere, sottacendo il tutto in assemblea».

Non si lascia attendere la replica del sindaco Dipasquale: «Temo che Giliberto abbia fatto un po’ di confusione. Non sono stato io a decidere la sua rimozione, ma il suo stesso partito…». In sostanza, il sindaco sottolinea che la designazione e la sostituzione dei membri della commissione avviene su esclusiva indicazione dei gruppi consiliari. Il sindaco quindi nomina e revoca su indicazioni di questi. E – ricevuta una lettera da parte del consigliere Mpa Salvatore Giaquinta in cui si chiede al primo cittadino «di revocare e annullare la precedente designazione da componente della commissione Centri storici dell’architetto Salvatore Giliberto designando contestualmente l’architetto Maurizio Firrincieli» – il primo cittadino non ha fatto altro che ratificare questa decisione. Precisa il consigliere Giaquinta: «Si tratta di un normalissimo avvicendamento. Quando abbiamo fatto la prima nomina avevamo a disposizione tre anni, quindi è stato stabilito di dare a due tecnici un anno e mezzo ciascuno. Ora tocca a Firrincieli».

Già, ora tocca a Firrincieli. Ma perché, chiede Giliberto, «l’avvicendamento dei tecnici non è stato attuato anche in commissione urbanistica?».