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RAGUSA - 29/12/2009
Attualità - Ragusa: i dati pubblicati dal Sole 24 ore su Ragusa fanno discutere la politica

Qualità della vita a Ragusa, per Iacono qualcosa non va

Il capogruppo: «Ve li do io dati statistici. Altro che euforia, siamo agli ultimi posti in tutti i sensi e c’è da essere preoccupati. E vi spiego perché»
Foto CorrierediRagusa.it

«Non è tutt’oro quello che luccica. Ci sono più motivi di preoccupazione che di soddisfazione. Si analizzino i miei dati per capire il perché…». Giovanni Iacono (nella foto), capogruppo consiliare Idv è in possesso di dati statistici che vanno in controtendenza rispetto a quelli divulgati dal Sole 24 ore ed esaltati dal sindaco Nello Dipasquale. «In materia di ricchezza – afferma- non abbiamo più il semplice e riduttivo Pil prodotto, ma la serie storica degli ultimi cinque anni e la provincia di Ragusa è ultima in Italia».

Iacocono sostiene che «tutte le altre province sono cresciute a ritmi molto più forti di Ragusa (Siracusa è la 3° in Italia) dimostrando ben altro dinamismo. A questo aggiungasi, nella stessa area tematica relativa al tenore di vita, di altri dati assolutamente preoccupanti quali i bassi consumi (97° posto), i prezzi più alti e quindi l´inflazione (indice Foi 3,87 %) che colloca Ragusa quasi ai vertici delle province con il maggior tasso inflattivo e quindi con minore potere d´acquisto e, ancora, all´88° posto tra le Province nell´importo medio delle pensioni».

Cenerentola anche nella storica propensione al risparmio e quindi nei depositi bancari. «Siamo all´83° posto- dice il capogruppo Idv- Se non si risparmia si pensa che i soldi vadano in consumi e invece il 97° posto ci dice che non si fa nemmeno questo e quindi è molto verosimile che non si risparmia e non si consuma perché non ci sono soldi. La classifica di questa area tematica vede infatti Ragusa retrocedere rispetto all´anno precedente e retrocedere di molto nella serie storica considerata».

Retrocessione anche nell´area tematica relativa agli affari e lavoro. «Scendiamo anche nel rapporto imprese registrate su 100 abitanti, ci collochiamo a metà classifica nell´indicatore relativo ai fallimenti ma siamo in cima alla classifica (101° posto) per l´importo pro capite dei protesti bancari, nel mercato del lavoro meno di una donna su tre ha una occupazione il tasso di disoccupazione dal 2004 al 2008 è in crescita (1,053) anziché diminuire, mentre altre province a partire da Piacenza, prima, in quattro anni ha dimezzato il numero di disoccupati ma anche Siracusa (8° posto), Trapani (9° posto), Caltanissetta (14° posto) hanno avuto grossi miglioramenti e a fronte di 1 disoccupato di 5 anni fa oggi ce ne sono in media 0,68».

Un po’ meglio nell’area tematica «Ordine pubblico». «Tradizionalmente andiamo bene ma anche qui alcuni indicatori sono in crescita allarmante (appartamenti svaligiati, truffe e frodi, trend fatti delittuosi)».

E che dire dell’ambiente e servizi? «Sì, qui c’è miglioramento- afferma Iacono- ma non certo per il sindaco di Ragusa che per l’ambiente rappresenta un perfetto modello negativo, ma perché la classifiche sono la risultante della media aritmetica semplice dei punteggi parziali degli indicatori. In questo caso l’incidenza positiva è data dal fatto che siamo al primo posto in Italia come clima e tra le province con minore tasso di decessi per tumore. Abbiamo un buon posto per ciò che riguarda l’indicatore relativo alle scuole secondarie (e qui la Provincia può vantare meriti) poi siamo tra gli ultimi posti nei tempi della giustizia, nella pagella ecologica e nelle infrastrutture (dove ricordo che i porti turistici tra l’altro non sono considerati e quindi Marina di Ragusa non c’entra nulla)».

Dulcis in fundo, la popolazione. «Indietreggiamo anche, e vistosamente, nelle aree tematiche relative alla popolazione (brutto dato nell’investimento in formazione) e al tempo libero e cultura (siamo agli ultimi posti nell’acquisto di libri ma anche come associazionismo). I dati presentati quest’anno devono pertanto indurre tutte le forze politiche, economiche, sociali ad attivarsi per fare tesoro dell’analisi statistica e cercare di invertire una rotta che sta facendo sempre più regredire una provincia che fino a 5 anni fa invece cresceva».