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RAGUSA - 22/12/2009
Attualità - Il Busacca funzionerà dall’alba di lunedì all’alba di sabato

I sindaci dicono "sì" al piano sanitario, ma con riserva

La «settimana corta» per il nosocomio scilitano è stata decisa nell’ambito del vertice di oggi all’Asp di Ragusa tra il manager Ettore Gilotta e i sindaci del comprensorio modicano
Foto CorrierediRagusa.it

I sindaci dei dodici comuni della provincia dicono sì al piano di riordino della rete ospedaliera. E’ tuttavia un sì poco convinto, quasi di facciata, soprattutto da parte di Giovanni Venticinque e Peppe Alfano che vedono tagliati i pronto soccorso e trasformati il Busacca di Scicli ed il Regina Margherita di Comiso in Presidi territoriali d´emergenza (Pte).

I sindaci hanno dovuto prendere atto delle direttive emanate dall’assessore regionale alla sanità Massimo Russo ed applicate alla lettera da Ettore Gilotta, direttore generale dell’Asp. «Sono contento –ha detto Gilotta- Il documento è stato condiviso dalla conferenza dei sindaci anche se ammetto che ci sono ancora delle criticità che tuttavia possono essere superate in corso d’opera». Nulla da fare per i pronto soccorso di Scicli e Comiso perchè Gilotta è stato irremovibile.

Giovanni Venticinque pensa all’estate ed alle emergenze di migliaia di bagnanti lungo i cinquanta km di costa sciclitana mentre Peppe Alfano riflette sulle necessità legate al nuovo aeroporto di Comiso. A dar man forte ai due sindaci arriva anche Orazio Ragusa che contesta la scelta di trasformare i pronto soccorso in Pte ma il dado è ormai tratto e il nuovo piano regionale partirà da questo assetto. Ora tocca all’Asp ed alle amministrazioni locali ottimizzare risorse, organizzare, creare strutture che siano efficienti e funzionali piuttosto che stare a discutere della differenza tra un pronto soccorso ed un Pte.

LA "SETTIMANA CORTA" DELL´OSPEDALE BUSACCA DI SCICLI
E’ consigliabile non ammalarsi a Scicli il sabato e la domenica. L’ospedale «Busacca» funzionerà difatti dal lunedì fino all’alba di sabato. La «settimana corta» per il nosocomio scilitano è stata decisa nell’ambito del vertice di oggi all’Asp di Ragusa tra il manager Ettore Gilotta (nella foto) e i sindaci del comprensorio modicano.

L’ospedale «Busacca» di Scicli sarà privato del pronto soccorso e funzionerà come un presidio territoriale d’emergenza, solo dall’alba di lunedì all’alba di sabato. In sostanza l’ospedale sarà depauperato dei servizi per il mantenimento dei quali si era battuto il deputato regionale Orazio Ragusa, che aveva in precedenza annunciato senza mezzi termini che «il Busacca non si tocca». Stando agli esiti del vertice, l’Asp invece il nosocomio sciclitano lo sta toccando eccome, nell’ambito della riorganizzazione della rete ospedaliera provinciale.

In questo contesto anche il «Regina Margherita» di Comiso resterà senza pronto soccorso, per diventare, come il «Busacca», un presidio territoriale d’emergenza. Anche per l’ospedale casmeneo si sta in sostanza concretizzando ciò per il quale l’amministrazione, e non solo, si era mobilitata con un sit-in. Tornando al «Busacca», l’ospedale disporrà di 115 posti letto, di cui 16 per i pazienti sottoposti ad operazioni chirurgiche, 10 posti letto ordinari e 6 in day surgery. 20 i posti letto destinati al reparto di medicina e 15 per la psichiatria.

64 invece i posti letto per la riabilitazione, visto che il «Busacca» si appresta a diventare un polo provinciale sotto questo ambito, con l’istituzione di una unità di accoglienza permanente per i pazienti affetti da patologie croniche. Saranno disponibili anche una tac e un mammografo, con il mantenimento della direzione sanitaria, della farmacia, dell’anestesia e della dialisi. Un buon compromesso, tutto sommato, se si considera che, a livello provinciale, bisognerà ridurre il numero di ricoveri da 230 ogni mille abitanti a 180, in linea con la media nazionale.

Bisognerà adesso stare a vedere se le rispettive amministrazioni di Scicli e Comiso accetteranno quanto disposto dall’Asp. Sul futuro del «Busacca» il deputato regionale Orazione Ragusa e il sindaco di Scicli Giovanni Venticinque avrebbero già espresso tutta la loro perplessità, lasciando presagire di non accettare tout court quanto stabilito dal piano di riorganizzazione sanitaria.

VERTICE DECISIVO TRA I SINDACI E L´ASP
I dodici sindaci della provincia di Ragusa si sono incontrati a palazzo dell’Aquila per discutere insieme al direttore generale della Asp Ettore Gilotta del piano di riorganizzazione della rete ospedaliera. E’ il secondo momento del confronto propedeutico alla proposta definitiva che Gilotta sottoporrà all’assessore regionale alla sanità Massimo Russo. L’obiettivo primario del piano, oltre al contenimento della spesa, è di razionalizzare sui ricoveri riportando la quota nazionale attuale di 230 ogni mille abitanti a quota 180.

Antonello Buscema e Giovanni Venticinque sono stati i principali interlocutori di Ettore Gilotta visto che per i due presidi ospedalieri di Modica e Pozzallo sono previste alcune novità. Il direttore generale punta con il suo progetto alla creazione di poli di riferimento ed alla eliminazione di doppioni sul territorio in modo da avere delle eccellenze in fatto di assistenza sul territorio e ottimizzare le professionalità disponibili ed il materiale umano tecnico. Ogni realtà comunale avrà dunque una sua specialità e tipicità pur se dovrà sacrificare qualcosa al piano di contenimento della spesa. Al sindaco di Modica Ettore Gilotta ha chiarito che Tac e risonanza magnetica sono un dato acquisito per il Maggiore così come la terapia intensiva e coronarica, smentendo così tutte le voci accavallatesi in queste settimane. Una diversa articolazione del reparto di otorino è prevista visto che sarà Ragusa il polo di riferimento.

Buscema ha anche avuto conferma che ci saranno tre unità di assistenza primaria sul territorio; si tratta dei presidi di via Vittorio veneto e di Loreto Gallinara in città e di Frigintini. Queste funzioneranno dalle 8 alle 24 con medici consorziati che garantiranno i servizi mentre dalle 24 entrerà in funzione la guardia medica notturna.