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RAGUSA - 19/12/2009
Attualità - Il sottosegretario con delega al Cipe e il deputato nazionale smentiscono Dipasquale

Miccichè e Minardo: "La Ragusa-Catania si farà"

"La vicenda è abbondantemente risolta, visto che il finanziamento per la Ragusa-Catania c’è e sarà semplicemente formalizzato nella prossima riunione del Cipe"
Foto CorrierediRagusa.it

«Sul finanziamento Cipe relativo alla realizzazione della fondamentale arteria viaria Ragusa-Catania è in atto la saga delle dichiarazioni inutili e senza senso da parte di chi, nemico giurato della contentezza, starnazza negatività, dimostrando di non volere bene alla propria gente ed alla propria Terra». Lo dichiara il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con delega al Cipe, Gianfranco Miccichè.

«Quanto detto in queste ore dal sindaco di Ragusa Nello Dipasquale e dall’on Innocenzo Leontini - osserva il sottosegretario - è la palese dimostrazione di come si cerchi la vetrina con frasi inopportune, vuote e intempestive. Parlano in modo funereo – aggiunge Miccichè – di un falso problema.

La vicenda è abbondantemente risolta, visto che il finanziamento per la Ragusa-Catania c’è e sarà semplicemente formalizzato nella prossima riunione del Cipe, portando a compimento un lavoro - continua Miccichè - su cui molti, ed io fra questi, ci siamo spesi».

E anche il deputato nazionale Nino Minardo ha inteso gettare acqua sul fuoco delle polemiche: «C’è poco da aggiungere alle dichiarazioni dell’Onorevole Miccichè – dice Minardo – che confermano ciò che andiamo dicendo da giorni e cioè che il finanziamento del Cipe per il raddoppio della Ragusa-Catania è già fatto ed attende solo quella formalizzazione che non è potuta avvenire giovedì scorso per le ragioni abbondantemente note. Inutile ribadire – conclude Minardo – un concetto che dovrebbe essere chiaro ormai a tutti, visto che a gennaio si attende solo un atto formale, a suggello di un iter già chiuso con esiti eccellenti per la provincia di Ragusa».

Da parte sua, il sindaco di Ragusa Nello Dipasquale ha dichiarato che le sue dichiarazioni sono state strumentalizzate e travisate artatamente, ribadendo la sua preoccupazione, giudicata legittima, sul futuro dell´arteria.

(Nella foto da sx Gianfranco Miccichè e Nino Minardo)

LA "GALEOTTA MANO" DI TARTAGLIA "BLOCCA" IL RADDOPPIO DELLA 514!
Quando si farà, sarà la strada che unisce due provincie, ma, al momento si conferma come l´arteria che divide di più. Sul raddoppio della Ragusa - Catania litigano da anni politici, amministratori, parlamentari e consiglieri di quartiere. Il deputato nazionale Nino Minardo e lo zio Riccardo, deputato regionale, avevano annunciato che l’approvazione dell’atto da parte del Cipe era ormai cosa fatta, ma la "mano" di Massimo Tartaglia ha colpito anche da noi.

Tartaglia, che ha colpito domenica scorsa a Milano Silvio Berlusconi con il souvenir del duomo, ha spedito il premier in ospedale (da cui è stato nel frattempo dimesso) impedendogli di essere presente alla riunione del Cipe. Di conseguenza è saltato l’esame dell´iter della Ragusa - Catania, al quale il premier avrebbe dovuto apporre la propria firma, a differenza degli altri punti che avrebbero presentato i connotati dell’urgenza. Questo stando almeno a quanto comunicato dai due Minardo. Una versione dei fatti che non ha convinto il sindaco di Ragusa Nello Dipasquale, preoccupato del futuro dell´arteria al pari del presidente delle provincia Franco Antoci e del presidente provinciale di Confturismo Rosario Dibennardo, i quali si sono dichiarati vigili sul prosieguo dell´iter per il raddoppio della 514.

Fatto sta che il Cipe affronterà l’argomento solo a gennaio, con tanti saluti all’urgenza ed alle rassicurazioni di Nino e Riccardo Minardo, che, comunque, mettono la mano sul fuoco sulla concretizzazione del progetto. La Ragusa - Catania, Miccichè benedicente, si farà, a meno che non ci si metta di mezzo un raffreddore o un impedimento del premier, stavolta impossibilitato a presenziare alla riunione del Cipe proprio a causa della "mano" di Tartaglia, che, suo malgrado, emerge come il vero e l’unico responsabile del ritardo dell’approvazione del progetto di raddoppio della 514 Ragusa - Catania.