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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 543
RAGUSA - 26/11/2009
Attualità - Ragusa: moralizzare la casta politica che fa uso di sostanze stupefacenti

Nicosia: "Test antidroga per politici e sindaci ragusani"

Ignazio Nicoia: «Bisogna sottoporsi al drug-test perché si attesti, ovvero non se n’attesti, lo stato di tossicità da assunzione di sostanze stupefacenti».

Dopo «Le iene» ci prova Ignazio Nicosia. Test antidroga per tutti. Politici e amministratori di ogni ordine, ceto e grado, dalle cariche più alte a quelle di manovalanza spicciola. Per evitare casi alla Mele o alla Marrazzo. Lo propone il consigliere provinciale Ignazio Nicosia, non nuovo a iniziative singolari che fanno discutere, nel bene e nel male. Ma stavolta non è tutta farina del suo sacco.

Il consigliere di Alleanza siciliana mutua l’iniziativa del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi e l’adatta alla provincia di Ragusa. Il primo a sottoporsi al test antidroca (drug-test), dovrà essere il presidente Franco Antoci, giusto per dare l’esempio. Poi i 12 sindaci dei comuni iblei, quindi tutti gli amministratori e consiglieri provinciali, comunali e di quartiere, segretari di partiti, commissari, direttori di aziende (Asp, Asi, Ato, Consorzio universitario, Iacp ecc.). Esclusi dalla lista, solo gli amministratori di condominio.

E giusto sapere se i rappresentanti delle istituzioni pubbliche sniffano, fumano spinelli, s’impasticcano quando vanno a ballare o si bucano. Il primo della lista, ovviamente è Franco Antoci, non perché il suo cognome cominci con la A o perché si nutrano dubbi sulla sua morigerata condotta di vita pubblica e privata, ma perché il presidente dell’ente che sovrintende i comuni deve dare l’esempio, certi in ogni modo che un buon caffè è l’unico eccitante che prende Franco Antoci. «Bisogna sottoporsi al drug-test- incalza Nicosia- perché si attesti, ovvero non se n’attesti, lo stato di tossicità da assunzione di sostanze stupefacenti».

Ignazio Nicosia così motiva la sua proposta: «Mai come in questi tempi caratterizzati da una forte crisi valoriale, la figura del politico e/o del pubblico amministratore è accostata, nell’immaginario collettivo, a quella di una casta, lontana dai bisogni della gente e dedita a sordidi piaceri. Con particolare riferimento all’uso di stupefacenti e/o sostanze psicotrope in genere, inchieste come quella condotta dagli atipici giornalisti della trasmissione «Le Iene», ma anche fatti di cronaca come quello che di recente ha coinvolto il governatore della Regione Lazio (ma, in vero, prima di quell’evento molti altri politici più o meno in vista erano stati coinvolti in fatti legati al mondo delle sostanze stupefacenti) hanno, ci piaccia o meno, creato e rafforzato l’idea dell’esistenza di uno stretto connubio tra politica e droga, politico e tossicodipendenza. Ritengo che tale sinossi vada infranta ridando così, dignità a chi opera nel mondo della politica e/o della pubblica amministrazione e, contestualmente, rinnovando il rapporto di fiducia tra elettore ed eletto, utente ed amministratore, cittadino e politico».

La proposta è stata lanciata, sarà accolta dalle Amministrazioni iblee e in tal caso quanti e chi saranno gli esponenti del mondo politico della provincia di Ragusa che accetteranno di sottoporsi ai test? Altra considerazione. E se si scopre che un’alta percentuale di amministratori fa uso di droga per tenersi sempre eccitato nella stressante vita pubblica, si deve fare la segnalazione in Prefettura?