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RAGUSA - 24/11/2009
Attualità - Ragusa: decisiva l’assemblea degli "Stati generali" tenuta alla sala Avis

Il futuro dell´università a colpi di carta bollata?

Mauro minaccia di ricorrere agli avvocati, il presidente della provincia Franco Antoci si appella al territorio ed agli industriali, gli studenti chiedono lezioni, servizi ed esami

Se c’era qualche dubbio che lo stato dei corsi universitari a Ragusa versa in stato confusionale ed è avviato verso un triste epilogo, la certezza è venuta dalla assemblea tenuta alla sala Avis per quelli che il presidente del consorzio Gianni Mauro ha definito in modo pomposo «Stati generali».

Mauro minaccia di ricorrere agli avvocati, il presidente della provincia Franco Antoci si appella al territorio ed agli industriali, gli studenti chiedono lezioni, servizi ed esami. La politica ha dato altre risposte, ricorrendo alla diffida all’università di Catania che quasi a ribattere in anticipo manderà una commissione a Ragusa per verificare lo stato antisismico dei locali che ospitano le varie facoltà.

Un altro atto che allontana sempre di più Catania da Ragusa. Gianni Mauro è stato appassionato ma non troppo quando ha rivendicato per Ragusa un ruolo universitario a prescindere dal futuro partner. Gli stati generali, a cominciare dal presidente Antoci e dagli stessi rappresentanti degli studenti, non si vedono subalterni alla Kore di Enna, e chiedono invece autonomia. Nessuno dice però come realizzarla viste le grandi difficoltà nel reperire risorse, nella distanza che imprese ed industriali hanno preso da tempo dall’università.

Il territorio insomma non si accorge dell’università, probabilmente non ci crede, e non investe. Ed allora può una provincia di dodici comuni pensare ancora ad un futuro universitario? La domanda resta vaga nell’aria ma è l’unica che la classe politica dovrebbe porsi e a cui dare una risposta per poi essere chiara con studenti e famiglie che in questa provincia universitaria hanno investito e che ora si ritrovano con studenti demotivati, arrabbiati, vogliosi di fuggire. «Ci hanno tagliato le Lingue» dice uno striscione alla sala Avis quasi preannunciando che tra poco saranno tagliate anche le membra.