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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:40 - Lettori online 1509
RAGUSA - 20/11/2009
Attualità - Ragusa: nostra intervista allo chairman del Distretto Italia-San Marino del Kiwanis Bruno Risoleo

Bambini e diritti violati a 20 anni dalla Convenzione Onu

«Dei 6 miliardi di abitanti del pianeta, 2,8 miliardi hanno meno di 2,5 euro al giorno per sopravvivere, e 1,2 miliardi meno di 1,2 euro al giorno»

Il 20 novembre non è un giorno qualunque. Ricorre il ventennale della Convenzione internazionale dei diritti dell’infanzia sottoscritta da 195 Paesi membri dell’Onu nel 1989. E’ il più importante strumento giuridico internazionale in materia di diritti dell’infanzia. L’Italia ha ratificato la Convenzione Onu il 27 maggio 1991 con la legge 176. Di questo importante evento, ne abbiamo parlato con Bruno Risoleo, chairman distrettuale del Kiwanis club International Italia-San Marino, ricordando che il Kiwanis impegna la sua attività sociale e umanitaria per l’affermazione dei diritti dei bambini.

Chairman Risoleo, cosa comporta la ratifica della Convenzione da parte dei Paesi membri delle Nazioni Unite?

«La convenzione è il primo strumento di tutela giuridica internazionale, legalmente vincolante, che comporta un impegno da parte del Paese sottoscrittore a legiferare uniformando le norme di diritto interno a quelle della Convenzione. La convenzione si compone di ben 54 articoli e di due protocolli opzionali approvati nel 2000 che riguardano il coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati e lo sfruttamento sessuale del minore».

Quali sono i principi ispiratori della Convenzione?

«La Convenzione valorizza il bambino come agente sociale (cittadini in crescita) e salvaguarda il suo diritto di partecipazione. Con l’approvazione della Convenzione il bambino non è più un oggetto da tutelare ma assurge a soggetto di diritti civili, sociali, politici, economici e culturali. I leaders di 195 paesi del mondo riconoscono che occorre preparare pienamente i bambini /ragazzi ad avere una loro vita individuale nella società (bambini cittadini), ed educarli nello spirito degli ideali proclamati nella Carta delle Nazioni Unite, in particolare in uno spirito di pace, di dignità, di tolleranza, di libertà, di uguaglianza e di solidarietà. Per poter consentire ciò al bambino deve essere assicurato uno sviluppo armonioso e completo della sua personalità; deve poter crescere in un ambiente familiare sereno e in un clima di felicità, di amore e di comprensione».

La Convenzione ONU di New York prevede l’istituzione a livello nazionale di un’autorità indipendente per l’infanzia, l’Italia è in linea con gli altri Paesi Europei?

«Il Garante per l’infanzia è un difensore civico ed esercita la sua attività a favore dei diritti dei minori anche mediante compiti di controllo, di proposta legislativa, consultivi, di informazione e di ascolto dei minori e di denuncia di violazioni. Ha il ruolo di far crescere la consapevolezza negli adulti e nei minori stessi che i bambini siano soggetti titolari di diritti. L’Italia è uno dei pochi Paesi della Comunità europea ad aver disatteso l’art.18 e l’art.4 della Convenzione che ne prevede l’istituzione. A oggi è ancora in itinere (dal 17 marzo 2009 è in corso l’esame in Commissione) il disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri il 19 novembre 2008 che prevede l’istituzione del Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza anche in Italia. Secondo il disegno di legge il Garante per l´infanzia e l´adolescenza sarà nominato dai presidenti di Camera e Senato, e sarà il difensore civico dei diritti dei minori».

Quali le questioni aperte a 20 anni dalla Convenzione sui diritti dell’Infanzia?

«La povertà rappresenta probabilmente il problema ancora più rilevante e un tema di grande attualità. Quando parliamo di povertà oltre al disagio economico dovuto ad una scarsità di denaro bisogna tenere in considerazione altri fattori quali, per esempio, un’abitazione non adeguata, il mancato possesso di beni durevoli, un livello d’istruzione insoddisfacente, la marginalità o l’esclusione sociale, le opportunità di socializzazione, la gestione del tempo libero ecc».

Com’è distribuita la ricchezza nel mondo?

«Dei 6 miliardi di abitanti del pianeta, 2,8 miliardi hanno meno di 2,5 euro al giorno per sopravvivere, e 1,2 miliardi meno di 1,2 euro al giorno. Circa 24.000 persone muoiono ogni giorno per fame o cause legate alla povertà. La mortalità infantile (art.24 della Convenzione Diritto alla salute): nel 2007 il numero dei bambini morti prima di compiere i 5 anni è scesa a 9,2 milioni; nel 1960 le mortalità nella stessa fascia d’età era di 20 milioni . Vi sono paesi quali la Sierra Leone dove l’aspettativa di vita è di 40 anni rispetto all’Italia dove siamo a 80. Un bambino su quattro non è vaccinato contro il morbillo, una malattia che uccide ogni anno 500.000 bambini ogni minuto un bambino muore per cause correlate all’AIDS; due milioni di bambini sotto i 15 anni convivono con l’HIV in Africa. Circa 4 milioni di bambini necessitano del cotrimoxazolo, un antibiotico facilmente reperibile e di basso costo (tre centesimi di dollaro al giorno)».

Quali sono le attenzioni verso i bambini in relazione al fenomeno dello sfruttamento sessuale e maltrattamenti di ogni genere?

«Sfruttamento sessuale (art.34 protezione contro ogni forma di sfruttamento sessuale); diritto all’istruzione (art, 28 ): 100 milioni di bambini non hanno mai visto un’aula scolastica; bambini soldato (art.38 nessun bambino deve essere arruolato in un esercito): 300.000 i minori sono impegnati in conflitti armati; lavoro minorile (art.31-32 Diritto al gioco): 218 milioni sono, a livello mondiale, il numero dei lavoratori sotto l’età minima d’assunzione (Fonte: Ufficio Internazionale del lavoro (ILO, rapporto 2006); le mutililazioni genitali femminile: ogni anno circa tre milioni di bambine e donne sono sottoposte all’intervento di escissione/mutilazione genitale femminile (Egitto, Sudan etc.); il traffico di organi, la scomparsa dei bambini; la mancata registrazione alla nascita (art. 7 Diritto di cittadinanza): 50 milioni di bambini non vengono registrati all’anagrafe con esclusione da ogni forma di controllo; maltrattamenti e abusi fisici e psicologici; la fragilità della famiglia moderna e la vulnerabilità dello sviluppo infantile; la mancanza di dialogo intrafamiliare; (separazioni e divorzi,la violenza assistita) la difficoltà, da parte dei genitori, nel fornire una base sicura per lo sviluppo dei propri figli; il fenomeno delle dipendenze dalle droghe; il fenomeno del bullismo e delle condotte antisociali e devianti; i pericoli derivanti dall’uso della rete e dai media (art.17); sono tutti argomenti da approfondire su cui siamo chiamati a dare un doveroso contributo.

Che ruolo ha il Kiwanis?

«Il ruolo dei Kiwaniani, per il perseguimento di tale finalità, non è marginale ma assume rilevanza etica, morale, sociale e civile. E’inderogabile la necessità, per ciascun kiwaniano, di esercitare una «funzione di sentinella e controllo» sull’applicazione della Convenzione di New York. Molti sono i risultati conseguiti in questo inizio di secolo, ma occorre non abbassare la guardia e continuare a promuovere iniziative volte a favorire la costruzione di un mondo migliore e di una società più equa e giusta. Fino a quando anche l’ultimo bambino non avrà riacquistato il pieno diritto alla Vita, fino a quel momento, ciascuno di noi è chiamato all’impegno disinteressato e gratuito in loro favore uniti nel servizio in favore dei bambini del mondo».