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RAGUSA - 18/11/2009
Attualità - Non si respira aria tranquilla a palazzo dei Normanni a Palermo

Crisi all´Ars: dialogo tra Mpa, Pdl e Udc

Intanto è slittato di una settimana il dibattito d’aula sul presunto conflitto di interessi dell’assessore alla presidenza Gaetano Armao che due giorni fa, peraltro, aveva rimesso la delega alla protezione civile

Prove tecniche di maggioranza all’Ars ma tra Mpa, le due anime del Pdl ed Udc le idee sono poche e confuse su come uscire dalla crisi. Intanto è slittato di una settimana il dibattito d’aula sul presunto conflitto di interessi dell’assessore alla presidenza Gaetano Armao che due giorni fa, peraltro, aveva rimesso la delega alla protezione civile nelle mani del presidente Raffaele Lombardo.

Il presidente dell’assemblea Francesco Cascio ha inoltre accolto la richiesta di rinvio formulata dal vicepresidente della Regione Giombattista Bufardeci ed i lavori sono stati rinviati a mercoledì prossimo. Il parlamentare siracusano ha motivato la richiesta con la serie di incontri in corso tra i partiti della maggioranza per cercare di uscire dalla crisi in cui il governo Lombardo si è cacciato. Nel momento in cui Mpa ed il Pdl sembravano essersi avvicinati le schermaglie invece hanno preso il sopravvento.

Il Pdl lealista con il coordinatore Giuseppe Castiglione ed il capogruppo Innocenzo Leontini hanno parlato in mattinata di azzeramento della giunta Lombardo e di inclusione dell’Udc come un dato di fatto scaturito dall’incontro con Mpa e gli uomini di Lombardo. Il commissario regionale Mpa Enzo Oliva ha subito rintuzzato i due dicendo chiaramente che quanto dichiarato da Castiglione e Leontini non è all’ordine del giorno.

«Abbiamo parlato solo di rilancio della maggioranza. Nient’altro» conferma Oliva. Non c’è nulla di scontato dunque nella maggioranza eletta dal 70 per cento dei siciliani e nulla fa pensare al momento ad un facile superamento della crisi. Lombardo non molla i suoi assessori e non è molto disposto ad includere l’Udc a meno che il partito del suo ex amico Totò Cuffaro non accetti la riforma della sanità e la riforma della macchina burocratica della regione. Ed anche nel Pdl lealista le precisazioni di Oliva hanno già suscitato malumore. Ci sono insomma tutte le premesse perché la Sicilia torni al voto a marzo.