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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:55 - Lettori online 1376
RAGUSA - 20/10/2009
Attualità - Ragusa: la Cooperativa «Esistere» denuncia un caso di discriminazione al cinema

E’ disabile, non può sedere nelle file alte del Cineplex

Lettera aperta alle istituzioni perché affrontino il problema delle barriere architettoniche. La cooperativa: «Vogliamo far vedere ciò che altri non vedono o non vogliono vedere. La direzione del Cineplex ci convochi, abbiamo pronto un progetto»

Due associazioni che rappresentano soggetti diversamente abili ci hanno inviato una lettera-denuncia (indirizzata anche al prefetto e al sindaco di Ragusa) su un caso che ha interessato una ragazza con deficit motorio alla quale non è stato concesso, «per motivi di sicurezza», di occupare le file alte della sala per assistere alla proiezione del film. Una lettera che pubblichiamo integralmente, che non commentiamo e che lasciamo al libero giudizio del lettore e dei destinatari che l’hanno ricevuta.

Ancora una volta siamo costretti a denunciare un significativo atto di inciviltà, la violazione delle leggi in materia di abbattimento delle barriere architettoniche: in un locale ad uso pubblico è palese l’assenza del rispetto della legge sull’abbattimento delle barriere architettoniche per evidenti errori strutturali di progettazione; tale inosservanza impedisce alle persone disabili la fruizione dei servizi offerti dalla struttura in questione.

Abbiamo raccolto la denuncia di violazione della normativa sull’abbattimento delle barriere architettoniche da parte di una ragazza con disabilità motorie, alla quale è stato reso impossibile assistere ad una proiezione cinematografica in una postazione a lei adeguata. Ci riferiamo ai locali del Cineplex di Ragusa dove è consentito l’accesso ai disabili non deambulanti, ma non è stata prevista una loro appropriata collocazione nelle singole sale; infatti in ognuna di queste, l´unico posto riservato alle persone con disabilità motoria si trova nella prima fila di terra, con lo schermo cinematografico situato ad una distanza così ridotta da costringere il disabile ad assumere posture impossibili e a posizionarsi praticamente in orizzontale con tronco e capo.

Se, come è accaduto, la persona disabile vuole posizionarsi in una fila di poltrone superiore alla prima, più distante dallo schermo, aiutata da alcuni amici, accompagnatori, ciò le è impedito, per motivi di sicurezza. Se, inoltre, consideriamo che il locale adibito a spazio ristorazione è stato collocato al piano superiore senza prevedere un ascensore, allora, abbiamo ulteriori buoni motivi per sostenere l’inadeguatezza del progetto strutturale.

Siamo stanchi. Siamo indignati. Non è la prima volta che denunciamo i disagi che viviamo quotidianamente, ma in questo caso la nostra indignazione raggiunge livelli particolarmente elevati, dato che si parla di una recentissima e imponente struttura di cui la città di Ragusa si vanta. Ciò che avvilisce ed umilia è l’inadeguatezza del progetto esecutivo della struttura, realizzato da professionisti che mostrano una superficiale conoscenza delle norme previste per l’abbattimento delle barriere architettoniche e un disprezzo delle problematiche di noi disabili. Quanto realizzato evidenzia una chiara e vergognosa mancanza di sensibilità in coloro che hanno elaborato il progetto della struttura.

La presente nota è indirizzata all’ordine degli ingegneri ed architetti affinché possano invitare i loro associati ad un lavoro più attento e professionale. I lavori di abbattimento delle barriere architettoniche di un immobile rappresentano per noi disabili elementi essenziali di vita associativa. Rilevando che ancora oggi alcuni iscritti ai suddetti ordini professionali risultano insensibili alla nostra problematica, chiediamo che si intervenga con un richiamo ad una maggiore professionalità e rispetto della legge.

La presente missiva è indirizzata anche al Sindaco di Ragusa affinché intervenga, per quanto gli compete e per quanto gli è possibile, alla risoluzione del problema: conoscendo la sua sensibilità verso questa problematica, siamo certi che la farà sua, intervenendo sia nei confronti dei titolari della struttura pubblica in questione, che nei confronti dei funzionari comunali addetti al rilascio delle autorizzazioni di rito.

Noi offriamo la nostra disponibilità nel presentare proposte risolutive per il superamento di tutte le barriere architettoniche: il nostro vissuto ci porta ad affermare che spesso con piccoli accorgimenti si possono superare moltissimi ostacoli. Inoltre chiediamo al primo cittadino: - non pensa che sia ormai maturo il tempo di prevedere la partecipazione di un rappresentante delle associazioni di disabili nella Commissione comunale per l’edilizia pubblica e privata? Non pensa che «la nostra esperienza di disabilità» possa essere utile per far «VEDERE» ciò che altri NON VEDONO o NON VOGLIONO VEDERE?

Riteniamo molto grave l’atteggiamento tenuto dagli impiegati e dal personale di direzione che hanno ignorato la segnalazione della disabile, mostrando disinteresse e insensibilità, nonostante la persona in carrozzina li invitasse a pensare all’urgente necessità di soluzioni alternative alle barriere che, alla luce dei fatti, impediscono ad ogni persona con disabilità motoria di fruire del Cineplex.

Esortiamo, pertanto, i titolari del multisala a convocarci per studiare con celerità delle soluzioni possibili che possano recuperare la rilevante inadempienza: siamo in grado già di prospettare alcune risoluzioni che possono ridurre, se non abbattere, le barriere architettoniche presenti nelle varie sale cinematografiche, nel rispetto della normativa e delle esigenze della persona con difficoltà.

Siamo convinti di non trovare un «MURO» dinanzi alla nostra richiesta di un incontro per ricercare insieme la soluzione conforme a codeste inosservanze, per questo abbiamo rinviato le varie iniziative di protesta che alcuni di noi volevano già mettere in atto; ma, nel caso in cui, a seguito di questo comunicato non si registri un immediato riscontro da parte dei gestori della struttura, saremo costretti ad intraprendere battaglie ben più incisive, non ultima quella legale.

Infine, vogliamo concludere sottolineando che, nonostante la nostra arida società ci abbia «abituato» a tali "disattenzioni", a tali «mancanze di rispetto» quotidiane, cui noi persone disabili siamo purtroppo amaramente «preparati» ad affrontare con numerose battaglie di ogni sorta, ci invade ancor più lo sdegno e l’irritazione poiché ad oggi non si comprende come ogni barriera, ogni limite impostoci dalla società è un atto lesivo per la nostra dignità di persona. Fiduciosi che quanto esposto riceverà una sollecita e giusta attenzione, ringraziamo anticipatamente quanti si attiveranno prontamente per il superamento del problema evidenziato.

Cooperativa Sociale «Esistere»
Via Gaspare Spontini, 44
97100 Ragusa (Sicilia)
0932 625787

Associazione ANGLAT di Ragusa