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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:02 - Lettori online 1190
RAGUSA - 14/10/2009
Attualità - Ragusa: annunciate proteste piuttosto vibrate

Mancati trasferimenti, dura lettera dei sindaci a Lombardo

Prevista la non esposizione della bandiera della Regione siciliana nelle sedi dei Comuni Foto Corrierediragusa.it

In merito alla spinosa vicenda del ritardo, ormai divenuto insostenibile, dei trasferimenti delle risorse economiche agli enti locali e dei tagli agli stessi da parte della Regione siciliana, una dura nota sottoscritta dal coordinatore provinciale dell’Anci, Giuseppe Nicastro, in rappresentanza dei sindaci della provincia di Ragusa, è stata inviata al presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo, a tutti i coordinatori provinciali dell’Anci Sicilia, agli organi di stampa locali e regionali e per conoscenza al Prefetto di Ragusa.

La decisione è stata presa nel corso della riunione dei sindaci della provincia che si è svolta ieri pomeriggio a Palazzo dell’Aquila (nella foto).

Si riporta di seguito il testo della nota:

Caro Presidente, a seguito di una riunione dei Sindaci della Provincia di Ragusa, siamo addivenuti alla decisione di inviarLe la presente. E’ con grande rammarico che ci troviamo a scrivere questa missiva, quale ulteriore e bonario tentativo di ottenere una celere e positiva risposta da parte del Suo Governo in merito alle problematiche di cui in oggetto.

Non è fatto nuovo la grave difficoltà di gestione delle problematiche quotidianamente affrontate dai Sindaci, causate dal mancato puntuale trasferimento dei fondi assegnati ai vari comuni; un ritardo colpevolmente protrattosi per mesi fino ad oggi e che per la prima volta vede addirittura il mancato pagamento sia della seconda che della terza trimestralità.

Conseguenza inevitabile per gli enti, tutti in gravi difficoltà finanziarie, è l’impossibilità di provvedere al puntuale pagamento di stipendi, forniture di beni e servizi, contributi socio-assistenziali, servizi igienico-ambientali , etc.

Abbiamo il timore fondato che Lei e Suoi Assessori, chiusi nelle stanze del Palazzo e distanti dalle problematiche di frontiera che quotidianamente tutti i Sindaci dei piccoli e dei grandi Comuni devono affrontare, non vi siate resi perfettamente conto del gravissimo disagio che state arrecando alle popolazioni cittadine. A questo dobbiamo aggiungere il grave danno volutamente perpetrato ai Comuni con l’immotivata, intempestiva e unilaterale riduzione dei trasferimenti regionali nei comuni medio- grandi, operata in maniera dissennata a chiusura del bilancio di esercizio, quando tutti gli impegni sono stati già adottati, i servizi sono stati avviati e sono maturati diritti da onorare.

Fa male ancor di più dovere leggere quanto dichiarato dai Suoi collaboratori, che confermando in pieno di essere avulsi dal contesto economico – sociale in cui operano gli enti locali, giustificano « il taglio operato» con una scelta impositiva di riduzione di sprechi, invero inesistenti nella misura denunciata dal Suo Governo.

Ora, caro Presidente, ci troviamo ad un bivio: o concedere il beneficio del dubbio a Lei e al Suo Governo, nella speranza che una giusta e ponderata riflessione da parte vostra possa ottenere una correzione nelle scelte operate con il ripristino dei trasferimenti decurtati ed un’accelerazione immediata nel trasferimento delle trimestralità dovute, oppure ritenere che la Regione è sorda alle richieste dei Sindaci siciliani, costringendoci, pertanto, a forme di protesta ben più vibranti, coinvolgendo tutte le parti sociali, la cittadinanza, i fornitori e quanti altri.

Con la presente, sin d’ora, dichiariamo di aprire uno stato d’agitazione, che si protrarrà finché non si otterranno risposte puntuali in merito alle richieste espresse e che vedrà, quale primo segno tangibile di protesta, in caso di mancato riscontro alla presente entro lunedì 19, la non esposizione della bandiera della Regione siciliana nei nostri edifici sedi dei Comuni.

Invitiamo, a tal proposito, tutti i Sindaci siciliani, per il tramite dei coordinatori Anci, che leggono la presente, ad associarsi a quanto denunciato con la presente missiva, con similari forme di protesta.