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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:16 - Lettori online 811
RAGUSA - 12/10/2009
Attualità - Ragusa: dopo la richiesta di azzeramento del cda del consorzio univeritario

Il presidente Mauro: "Orazio Ragusa ha preso un abbaglio"

Approvata intanto la nuova bozza dello statuto che consente l’ingresso di altri soci privati

«Orazio Ragusa offre un assist al rettore dell’università di Catania Antonio Recca in un momento molto delicato per le nostre facoltà ed il nostro futuro. Diciamo che Ragusa ha preso un abbaglio».

Giovanni Mauro risponde così al parlamentare Udc ed al segretario provinciale Giuseppe Lavima che hanno chiesto senza mezzi termini l’azzeramento del consiglio di amministrazione del consorzio e nuove strategie di sviluppo. «Il rettore vuole chiudere le nostre facoltà, azzerare il decentramento –dice il presidente Giovanni Mauro- e non possiamo permetterci di aprirgli la strada. Dobbiamo stare uniti».

La risposta concreta l’ha data poi l’assemblea dei soci del consorzio universitario che ha approvato la bozza del nuovo statuto. Questa passerà ora per l’approvazione al consiglio provinciale ed ai consigli comunali le cui amministrazioni aderiscono al consorzio. Il nuovo statuto prevede l’ingresso di nuovi soci privati che dovrebbero sostenere i costi di gestione dei corsi universitari in termini di organico e di strutture a partire dall’anno accademico 2010-2011. Tutto da verificare se in provincia ci sono aziende, imprenditori e società intenzionate ad investire nell’università.

L´INTERVENTO DI ORAZIO RAGUSA

L´azzeramento del consiglio d´amministrazione del Consorzio universitario ibleo. Per Giovanni Mauro stavolta il colpo non arriva da Catania, ma da Ragusa. Non è il rettore Antonio Recca ma Orazio Ragusa, parlamentare Udc, con l’appoggio del segretario provinciale Giuseppe Lavima. Nel momento in cui Mauro è alle prese con iscrizioni, prospettive di nuove collaborazioni con altre università, con l’approvazione del nuovo statuto, il tiro che gli sferra Orazio Ragusa è di quelli che può tramortire.

Giuseppe Lavima ed Orazio Ragusa non hanno peli sulla lingua e sembrano muoversi in sintonia essendosi assegnati ciascuno un parte da svolgere; Lavima demolisce e Ragusa propone, calandosi nella sua veste istituzionale. Lavima chiede dunque che il consiglio d’amministrazione del consorzio universitario sia cambiato. «E’ nato – dice il segretario Udc - in un momento di emergenza e di quella è stato frutto. Ora si deve cambiare».

Ad Orazio Ragusa, ora libero di muoversi dopo che Giuseppe Drago se ne è andato dal Cda, non sono piaciute le ultime mosse di Giovanni Mauro soprattutto in termini di prospettiva ed affonda verso Mauro. «Stiamo assistendo impotenti alla celebrazione del "funerale" di alcuni corsi di laurea in provincia senza avere neanche la possibilità di reagire. Così non va bene, non mi pare che ci siano le idee chiare sul futuro dell’università in provincia".

La ricetta di Orazio Ragusa è presto fatta: «Gli obiettivi - dice - in una piccola provincia come la nostra, sono molto semplici da individuare: stimolare i docenti a coordinare attività di ricerca funzionali alle esigenze del territorio, trasmettere le conoscenze agli studenti, collaborare con le imprese locali allo sviluppo economico". Ma, sottolinea ancora il deputato regionale, "tutto questo non è stato fatto. La stessa scelta dei corsi di laurea, mi riferiscono a Medicina o Scienze del governo (la prima chiusa e la seconda su quella strada, anche se non dipendente dal Consorzio), non è funzionale alle reali esigenze di questo territorio".

Per Ragusa "servono pochi corsi di laurea legati a un´idea condivisa di sviluppo e tanta ricerca. Penso a un corso sul turismo e i beni culturali, a un potenziamento della facoltà di agraria, all´interno di un percorso di costituzione di un polo di ricerca per l´agricoltura, che veda coinvolti la facoltà, l´Istituto tecnico agrario e gli Istituti professionali per l´agricoltura, l´Asca, la Provincia e i Comuni".

Per Giovanni Mauro c’è molto da riflettere anche perché l’uscita di Orazio Ragusa sembra andare a parare oltre l’università partendo dall’azzeramento del Cda.