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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:19 - Lettori online 837
RAGUSA - 09/10/2009
Attualità - Ragusa: la vicenda dei manager sanitari approda al Tribunale amministrativo

Nomine Asp, Manno ricorre al Tar: «Violata la Costituzione»

L’avvocato Antonio Borrometi, di Modica, cita "cinque vizi amministrativi" e numerosi "eccessi di potere"
Foto CorrierediRagusa.it

L’aveva preannunciato, l’ha fatto. Fulvio Manno (nella foto), ex direttore generale delle Aziende USL di Trapani e di Ragusa ha presentato ricorso al Tar Sicilia avverso le recenti nomine dei direttori generali delle Aziende sanitarie della Regione Siciliana. Incaricato del ricorso, l’avvocato Antonio Borromenti, modicano, ex deputato nazionale e regionale.

L’avv. Borrometi ha sollevato la questione di legittimità costituzionale dell’art. 33 della legge regionale di riforma del sistema sanitario regionale per contrasto con gli articoli 3 e 97 della Costituzione . «L’articolo 33- secondo il legale- ha previsto la decadenza automatica dei direttori generali in carica al 31 agosto scorso con ciò contravvenendo alle chiare ed univoche indicazioni al riguardo espresse dalla Corte Costituzionale avverso analoghe disposizioni di altre regionali, travolgendo e cancellando dal nostro ordinamento lo "spoil system".

Sono stati evidenziati, inoltre, alcuni "vizi amministrativi": primo, un eccesso di potere per carenza assoluta di motivazione; secondo, eccesso di potere per illogicità manifesta e per difetto assoluto di istruttoria nelle nomine; terzo, eccesso di potere per difetto dei presupposti (mancanza di requisiti previsti dalla legge, come ad esempio la qualifica di dirigente; quarto, violazione di precedenti circolari e delle disposizioni dal Decreto legislativo 502/1992; quinto, eccesso di potere per difetto dei presupposti per la nomina in relazione all’art. 20 della legge regionale 14 aprile 2009 n. 5.

Tale disposizione ha previsto che non possono essere nominati direttori generali coloro che nel corso del triennio 2006-2008 non abbiano raggiunto gli equilibri di bilancio e, quindi, abbiano contribuito al disavanzo finanziario della Regione Siciliana.

Fulvio Manno ha tenuto a sottolineare come «l’azione davanti al Giudice amministrativo sia stata un atto doveroso a tutela della professionalità e dell’immagine non solo sua ma dell’intera categoria dei direttori generali che ha subito una ingiusta campagna denigratoria. Tutto il sistema sanitario, compresi i direttori generali delle ex Aziende Sanitarie, ha il merito di avere evitato il commissariamento della Regione Siciliana. obiettivo raggiunto con un grande lavoro sinergico di tutto il personale (sanitario, parasanitario, amministrativo, tecnico) e degli altri attori della sanità regionale per traguardare quanto previsto dal Piano di rientro voluto e predisposto dal precedente assessore regionale Lagalla".