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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 1158
RAGUSA - 22/09/2009
Attualità - Ragusa: il sondaggio promosso da Demopolis su commissione dell’università di Catania

Università: a Ragusa e Siracusa le strutture sono deficitarie

Il 65 per cento degli studenti frequentanti a Ragusa è però soddisfatto dalla qualità della didattica offerta

Didattica sì, servizi e strutture no. Gli studenti delle sedi decentrate di Ragusa e Siracusa rispondono così al sondaggio promosso da Demopolis su commissione dell’università di Catania. Le sedi decentrate sembrano soffrire degli stessi problemi che sono poi alla base della rivisitazione delle convenzioni e dei corsi di laurea da parte dell’ateneo catanese.

Il 65 per cento degli studenti frequentanti a Ragusa è soddisfatto dalla qualità della didattica offerta, grazie anche al fatto del non elevato numero di frequentanti ma lamenta a stragrande maggioranza carenze nell’offerta nei servizi come biblioteche, mense, trasporti, laboratori. Gli studenti degli ultimi anni soffrono inoltre del mancato orientamento verso il mondo del lavoro e della carenza di informazione e di legame con il territorio; questa esigenza è avvertita in special modo dagli studenti di agraria in una provincia ad alta vocazione agricola.

C’è insomma molto da fare per dare forma ma soprattutto sostanza all’università e gli sforzi del consorzio e dello stesso ateneo catanese devono essere orientati in tal senso. Antonino Recca nel corso della cerimonia di presentazione dell’indagine di Demopolis «L’università che vorrei» si sente rafforzato nelle sue idee sulla necessità di offrire di qualità agli studenti. «E’ la qualità che ci chiedono gli studenti e le nostre scelte –ha detto il rettore- sono orientate in tal senso, senza essere condizionate da eventuali altre scelte ed orientamenti verso altri atenei che nel frattempo il consorzio vorrà intraprendere».

Il messaggio per Giovanni Mauro è chiaro; Catania insiste sulla qualità, vuole mantenere solo due corsi dal prossimo anno accademico, e si impegna ad investire sui servizi e sui docenti, Ragusa faccia come crede se vuole altri corsi di laurea. E’ quello che il presidente del consorzio sta cercando di fare per non perdere opportunità e soprattutto un corso di laurea. Dopo avere sacrificato Medicina Mauro non intende andare avanti con Giurisprudenza , come sembrerebbe indicare Catania, ed ha intanto aperto la strada a Scienze Politiche con un corso avviato dall’università di Messina sin dal prossimo anno ma con la possibilità per gli studenti iscritti a scienze sociali di sostenere gli esami a Ragusa. Il consorzio ha inoltre preso contatti con aziende e atenei come Venezia e Napoli per l’apertura di master.