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RAGUSA - 15/09/2009
Attualità - Ragusa: si allarga la polemica sull’Istituto popolare sollevata da Rifondazione comunista

Cultrera: «Iacp, inquilini non pagano grazie ai partiti»

Gli alloggi sono fatiscenti, ma la polemica è speciosa e i problemi ereditati. Fanno scalpore le dichiarazioni del presidente insediatosi nel gennaio 2008

«Se le case popolari sono fatiscenti non è colpa di questo Iacp, ma dei Consigli di amministrazione passati». Se è provocato, il presidente dell’Istituto case popolari di Ragusa Giovanni Cultrera vuota il sacco e accusa a 360°: politici, partiti e precedenti dirigenti Iacp. Ma non fa i nomi.

Ce n’è per tutti. Per gli inquilini «che non pagano il canone" e per partiti e politici "che chiudono gli occhi compiacenti nella speranza di non perdere voti e consensi».

Alle accuse di Rifondazione comunista, che gli addebitava responsabilità sulla fatiscenza degli agglomerati di cemento siti nel quartiere Fanello, Giovanni Cultrera risponde a tamburo battente e con dovizia di particolari piuttosto clamorosi.

«Le segnalazioni di Rifondazione sono giuste- replica Cultrera- ma anche speciose e speculative». Il presidente dello Iacp afferma che molti inquilini non pagano il canone da 20 anni con la «compiacenza di partiti e politici per qualche voto in più. Questo Consiglio di amministrazione s’è insediato nel gennaio 2008 e posso assicurare che, quotidianamente e sin dal primo giorno si è messo subito al lavoro per risolvere una miriade di problemi, di diversa natura, che ci sono stati lasciati in eredità. Nel passato, purtroppo, senza voler polemizzare, debbo sottolineare che alcuni amministratori dell’Iacp non conoscevano addirittura dove fosse ubicata la sede. Non intendo sottrarmi alle mie responsabilità ma sarei felice se qualche untore di turno desse, come si suol dire, «a Cesare quel ch’è di Cesare…».

Riguardo ai numerosi incarichi ricoperti, che Rifondazione elenca uno per uno, Cultrera ribadisce che «non c’entrano con i problemi degli alloggi popolari e dello Iacp. Sono incarichi sicuramente prestigiosi, tutti a titolo onorifico e gratuiti».

La protesta sollevata da Rifondazione è dunque legittima? «E’ fuor di dubbio che esistono problemi di diversa natura in tutti gli alloggi popolari dei comuni della provincia – dichiara l’avv. Cultrera - perché è davvero difficile gestire l’immenso patrimonio immobiliare dell’Iacp di Ragusa. La gente ha il diritto di protestare e di richiedere un’abitazione decente e dignitosa anche perché in queste case abitano persone e non animali. La speculazione politica, però, non mi sta bene pur comprendendo che si è alla vigilia di elezioni politiche. Sarebbe opportuno e più serio, si renderebbe un servizio alla collettività, se qualche esponente politico o partito, con molta umiltà, recitasse il «mea culpa» perché l’attacco è davvero specioso e mirato se non in malafede».

Il problema case popolari, dunque c’è. «Sto lavorando - continua ancora Cultrera - in sintonia e in sinergia con tutti gli amministratori, dirigenti, funzionari e impiegati dell’Istituto per cercare di risolvere i problemi più urgenti e rendere più dignitose le abitazioni. Non abbiamo la «bacchetta magica» e non ci aiutano certamente i tanti inquilini morosi, che non pagano il canone di locazione da dieci e altri da venti anni, come non ci creano tanti problemi gli abusivi che occupano gli alloggi e, qualche volta, «per qualche voto in più», con il tacito benestare di qualche amministratore, che dovrebbe educare i cittadini al rispetto alla legalità».