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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:21 - Lettori online 861
RAGUSA - 01/09/2009
Attualità - Ragusa: via libera all’Ausl dall’assessorato regionale alla sanità

Ragusa: assistenza agli anziani prorogata di 15 giorni

E’ questo il primo problema da risolvere per il neo insediato direttore generale dell’Asp Ettore Gilotta Foto Corrierediragusa.it

E´ stata prorogata di altre due settimane l´assistenza domiciliare integrata ai circa duemila anziani della provincia che rischiavano, dal primo settembre, di restarne privi. Il dirigente generale del Dipartimento per la Pianificazione Strategica dell’Assessorato Regionale della Sanità Maurizio Guizzardi, ha dato facoltà all’Ausl 7 di prorogare il Servizio di Assistenza Domiciliare Integrata.

La Direzione Generale dell´Ausl, con delibera urgente e immediatamente esecutiva esitata oggi, ha, come accennato, prorogato il contratto di assistenza domiciliare integrata alla Ditta Medi Care per altri quindici giorni.

L’atto, trasmesso alla Regione e alla Corte dei Conti, anticipato anche via fax, avrà efficacia dopo l’autorizzazione da parte dell’Assessorato della Sanità e servirà a scongiurare l’interruzione del servizio, che allo stato assiste a domicilio pazienti affetti da patologie anche gravissime (coma vegetativo, sclerosi laterale amiotrofica, esiti di ictus cerebrale, esiti di fratture gravi ecc.) che necessitano di terapie che non possono essere sospese (nutrizione enterale e parenterale, ossigenoterapia, terapia per piaghe da decubito, ecc.) e che non possono essere assicurate in house se non con la soppressione di altri servizi altrettanto essenziali già attivi.

LA SITUAZIONE RESTA INCERTA
L’assessorato ha raccomandato alla Ausl 7 di gestire in via diretta il servizio, nell’ottica del risparmio per la sanità pubblica, ma il rimedio trovato dall’assessorato sembra peggiore del male. Per non far mancare l’assistenza domiciliare ad anziani e persone in condizioni fisiche precarie, le famiglie di circa duemila assistiti dovranno pagare infermieri e fisiatri per continuare le loro cure.

Dal punto di vista occupazionale ci sono inoltre 70 infermieri e 30 fisiatri che non avranno un lavoro da svolgere e si ritroveranno disoccupati; per gli assistiti c’è l’alternativa di ricorrere ai pronto soccorso degli ospedali o al ricovero con aggravi ed intasamenti per i vari servizi ospedalieri. Per il neo insediato direttore generale dell´Asp Ettore Gilotta, il caso dell’assistenza domiciliare agli anziani è il primo da risolvere con una certa urgenza vista anche la rilevanza sociale del problema e le conseguenze dirette sul piano occupazionale.