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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 885
RAGUSA - 05/09/2009
Attualità - Ragusa: solo in 200 si sono presentati per prendere parte alla protesta "soft"

Pochi i precari della scuola in prefettura, meglio il mare

Il prefetto Francesca Cannizzo ha preso atto della situazione, assicurando il suo interessamento presso il governo
Foto CorrierediRagusa.it

Giornata di protesta quella di sabato per i precari della scuola, ma molti erano al mare. Non più di 200 persone davanti ai cancelli della prefettura di Ragusa per manifestare contro i tagli della scuola. A Ragusa non ci sono stati incatenamenti, né docenti appollaiati sui tetti, né sciopero della fame. Tutto si è svolto in modo molto soft. Con qualche cartello ed alcuni slogan, i manifestanti si sono ritrovati poco prima delle dieci con alcuni sindacalisti di categoria.

Poi una delegazione è stata ricevuta dal prefetto Francesca Cannizzo, alla quale è stato spiegato il motivo della protesta. Il prefetto ha preso atto della situazione, assicurando il suo interessamento presso il governo. Poi tutti a casa con qualche malumore dei presenti per una adesione che si sarebbe voluta più massiccia a fronte della difficile situazione della scuola in provincia dove sono stati tagliati 500 posti, 400 docenti e cento tra personale amministrativo ed ausiliario.

L’appuntamento è per oggi, presso il circolo didattico Palazzelle a Ragusa, dove i precari si ritroveranno insieme ai rappresentanti sindacali per preparare la manifestazione regionale di Palermo fissata per lunedì 14 in coincidenza con l’apertura di molte scuole in Sicilia. Il sindacato conta di portare a Palermo duemila precari da tutta la provincia ma la previsione, stando a quanto si è visto davanti alla Prefettura, appare al momento molto ottimistica. C’è intanto molta attesa per le direttive contenute nel decreto del ministro Gelmini con il quale si assicura una via preferenziale ai precari per supplenze annuali e brevi.

L’accordo raggiunto con il ministero del Welfare e l’Inps prevede una indennità di disoccupazione per quanti hanno avuto un incarico nello scorso anno scolastico ma i sindacati e gli stessi precari sono molto perplessi per le modalità di applicazione. La protesta di questi giorni che attraversa l’Italia ed in particolare il Sud dove sono concentrati la maggior parte dei 19mila precari italiani non è che l’antipasto di un sommovimento nella riorganizzazione degli organici del personale che si prevede il prossimo anno con l’avvio della riforma Gelmini delle superiori.

LA RABBIA E LA FRUSTRAZIONE DEI PRECARI DELLA SCUOLA
I precari della scuola manifestano la loro rabbia ed il loro disagio per i tagli negli incarichi sia per il personale docente e per il personale Ata, amministrativi e collaboratori.

Secondo gli ultimi dati sindacali i tagli in provincia riguardano 400 unità di personale docente e cento di personale Ata con prospettive ancora peggiori nel corso dell’anno per i tagli alle supplenze ed ancora di più se proiettate al prossimo anno quando entrerà in vigore la riforma delle superiori voluta dal ministro Maria Stella Gelmini.

Quella di lunedì 14 a Palermo si preannuncia come la più grande manifestazione della scuola in Sicilia da sempre. Nel capoluogo isolano convergeranno tutti i precari siciliani per premere sul presidente Lombardo e sulla giunta regionale perché venga fermato il licenziamento del personale precario.

Dalla provincia di Ragusa sono annunciate non meno di duemila persone che a bordo di pullman si dirigeranno verso Palermo per manifestare. La situazione nel mondo della scuola resta calda ed anche il provvedimento tampone che il governo adotterà nel consiglio dei ministri di mercoledì per istituire una sorta di liste di pronto intervento per le supplenze con una via preferenziale per i precari rimasti fuori dagli incarichi desta molto perplessità nel mondo sindacale e tra gli stessi precari visto che scatenerebbe una sorta di guerra tra i poveri con i supplenti annuali che andrebbero a scavalcare di fatto quelli in posizione utile per un incarico delle graduatorie provinciali o d’istituto.

ANNO SCOLASTICO NUOVO, PROBLEMI VECCHI
E´ cominciato con la vibrata ed eclatante protesta degli insegnanti il nuovo anno scolastico in provincia. Gli interessati, dinanzi alla prospettiva di 150 incarichi annuali in meno, hanno dato vita ad un sit-in ed hanno manifestato tutta la loro rabbia. Qualcuno si è addirittura incatenato, mentre altri hanno anche inveito contro i rappresentanti sindacali, rei di non vere difeso la categoria.

La situazione rimane incandescente alla luce delle mancate riconferme dei docenti precari con conseguente perdita del posto di lavoro. Ieri sono intervenute anche due volanti della Digos per tenere la situazione sotto controllo. Pochissime le nuove nomine in provincia e situazioni a rischio anche per i docenti di ruolo. A Ragusa come nel resto del Paese i docenti non ci stanno e pensano ad azioni clamorose.

«Si spera negli effetti del protocollo d’intesa siglato fra Stato e Regione- dice il provveditore agli Studi Cataldo Dinolfo (nella foto), a Ragusa dal 2007- per sopperire alle minori nomine, in Sicilia 1.700 docenti e 300 personale Ata». Ancora si sa molto poco dell’accordo siglato fra l’assessore alla Pubblica istruzione Lino Leanza e il ministro Gelmini.

Nell’elenco del personale da nominare figurano 99 posti di insegnanti di sostegno per le elementari, 233 collaboratori scolastici (ex bidelli), 7 segretari, 32 assistenti tecnici, 4 addetti azienda agraria. A conti fatti, mancano all’appello, rispetto al settembre dell’anno scorso ben 150 incarichi. «La legge finanziaria ha contratto ulteriormente le nomine annuali- continua il capo dell’Ufficio scolastico provinciale- Si calcola che in tutt’Italia avremo 43 mila posti in meno, di cui circa 6 mila solo in Sicilia».

Per la scuola primaria e secondaria sarà l’ultimo prima della riforma Gelmini che entrerà in vigore dal 2010-11 con ristrutturazione di percorsi formativi, accorpamenti di indirizzi e di scuole, aumento del numero degli alunni per classe. Il ministro ha annunciato in questi giorni anche un nuovo sistema di reclutamento dei docenti per annullare alla base la formazione del precariato, vera piaga della scuola degli ultimi 50 anni.

L’anno scolastico si apre oggi con una appendice di quello trascorso, visto che per i primi dieci giorni di settembre gli alunni saranno impegnati nel recupero delle materie in cui nello scrutinio di giugno non sono stati valutati positivamente. Nella sostanza si tratta dei vecchi esami di settembre che la burocrazia ministeriale, seguendo le indicazioni della politica, ha voluto cancellare almeno dal punto di vista formale.

Gli alunni «sospesi nel giudizio» dovranno sottoporsi a prove scritte ed orali ed i consigli di classe torneranno a riunirsi nella loro vecchia composizione per valutare il raggiungimento o meno degli obiettivi minimi per affrontare la classe successiva. Il ministero ha impegnato un milione di euro per garantire i corsi di recupero alle famiglie ed agli studenti con esiti spesso discutibili sia dal punto di vista organizzativo sia dei contenuti.