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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:08 - Lettori online 854
RAGUSA - 09/08/2009
Attualità - Modica: stranisce il silenzio dell’editore Carmelo Carpentieri

Vertenza Video Mediterraneo, Assostampa e Isa insistono

Avanzata una richiesta di trasparenza nelle corrette informazioni che riguardano la complessa vicenda Foto Corrierediragusa.it

«Ribadiamo la nostra disponibilità al dialogo ma saremo vigili sull’esito della vertenza perché non consentiremo, senza batter ciglio, la perdita di 23 posti di lavoro giornalistico». Emblematico il passaggio finale della nota dell’Associazione Siciliana della Stampa, firmata in maniera congiunta dal segretario regionale Alberto Cicero e dal suo omologo provinciale Giannì Molè (nella foto), in ordine alla vertenza del gruppo editoriale Video Mediterraneo, che, dal primo agosto, ha fatto ricorso agli ammortizzatori sociali in deroga per 50 lavoratori, di cui 23 giornalisti.

L’Assostampa rileva che, ad oggi, il prefetto di Ragusa, a fronte di una richiesta avanzata circa dieci giorni fa giorni fa, non ha ancora convocato un tavolo tecnico-istituzionale per affrontare la vertenza ed individuare i percorsi da seguire per tutelare i lavoratori dell’azienda che rischiano il loro posto di lavoro. L’Associazione torna pertanto a sollecitare il prefetto affinché convochi al più presto una riunione volta ad assicurare il pagamento arretrato delle mensilità, avviando al contempo tutte le iniziative utili affinché il gruppo editoriale Video Mediterraneo possa continuare a svolgere, nel panorama editoriale di Ragusa e della Sicilia orientale, la sua attività di informazione.

«Per quanto riguarda la vertenza in senso stretto – si legge testualmente nella nota – l’Associazione Siciliana della Stampa ribadisce le perplessità manifestate per iscritto all’Azienda sulle procedure attivate anche per il personale giornalistico per gli ammortizzatori sociali in deroga, che potrebbero pregiudicare il buon esito della richiesta all’assessorato regionale al Lavoro.

Abbiamo chiesto, senza alcuna risposta da parte dell’azienda, di attivare una procedura parallela, rispetto a quella avviata con la Cisal per il personale tecnico, affinché possa essere salvaguardato il riconoscimento degli ammortizzatori sociali in deroga anche per i giornalisti avviando una concertazione con la nostra Associazione che ha la rappresentanza sindacale del contratto di lavoro applicato ai giornalisti dell’emittente.

L’azienda ha posto unilateralmente in cassa integrazione i 23 lavoratori giornalisti, col rischio che il riconoscimento degli ammortizzatori sociali in deroga non possa andare a buon fine. Ecco perché – conclude la nota – abbiamo offerto la prestazione lavorativa dei giornalisti collocati unilateralmente in cassa integrazione, sino a quando non sarà definita la concertazione sindacale con l’Assostampa attraverso la chiusura di un accordo sugli ammortizzatori sociali in deroga per tutto il personale giornalistico».

Anche il segretario provinciale dell’Isa (Intesa sindacato autonomo) Giorgio Iabichella interviene nella vertenza. «Lo scorso 29 luglio – scrive Iabichella – ho scritto al ragioniere Carmelo Carpentieri, editore e amministratore delegato del gruppo, per chiedere lumi sulla vicenda, apparentemente catastrofica, soprattutto dal punto di vista occupazionale.

Dopo avere invano atteso alcuni giorni, visto che il suddetto editore non aveva risposto alla mia richiesta di delucidazioni, inviata via e-mail, ho pensato di scrivere direttamente al Ministero dello Sviluppo Economico, Dipartimento per le Comunicazioni, chiedendo lumi sull’accaduto a chi avrebbe dovuto versare il contributo, mai erogato alla Video Mediterraneo di Modica.

Il 5 agosto – prosegue Iabichella – mi risponde personalmente il Direttore Generale Michele Borelli, facendomi presente, per iscritto, che «la sospensione del pagamento dei contributi di cui alla Legge n.448/1998, spettanti alla società Video Mediterraneo a.r.l., discende da vicende di ordine giudiziario, fermo restando la piena disponibilità della Direzione generale ad intervenire positivamente, si auspica in tempi brevi, non appena le condizioni lo permetteranno».

A questo punto – aggiunge Iabichella – mi sento di ipotizzare che la situazione non sia stata chiaramente comunicata dall’editore, che ha finora utilizzato solo un termine molto vago come «cavillo burocratico», per giustificare il mancato accredito dell’oltre un milione e duecento mila euro di contributi statali. La nostra – conclude Iabichella – non vuole essere un accusa, ma solo una richiesta di trasparenza nelle corrette informazioni che riguardano la complessa vicenda, visto che, coloro che ne pagheranno le conseguenze, saranno soprattutto i lavoratori».