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RAGUSA - 07/11/2007
Attualità - Ragusa - Documento congiunto di Forza Italia, Udc e An

Consorzio universitario
in altro mare: e la Cdl
sforna la "ricetta segreta"

"Non bisogna avere troppa fretta per l’elezione del presidente" Foto Corrierediragusa.it

Se fosse possibile scommettere anche sul totopresidente del consorzio universitario di Ragusa, le varie concessionarie potrebbero tirar su una fortuna. Altro che partite di calcio: in provincia l’attenzione è catalizzata sull’ennesimo balletto messo in scena dalla Casa delle libertà, stavolta per l’accaparramento della poltrona di presidente dell’organismo, per sostituire il dimissionario Piero Cascone.

All’eccellente nome di Giuseppe Drago, leader ibleo dell’Udc, dato dai più come il nuovo presidente e poi dissoltosi come nebbia, ha fatto seguito a stretto giro di posta quello di un altro pezzo da novanta: il coordinatore provinciale di Forza Italia Innocenzo Leontini (nella foto). Ma anche quest’ultimo, dopo 48 ore di silenzio, ha alla fine sciolto il nodo, declinando a sua volta l’invito a sedersi su quella poltrone che, se almeno all’apparenza scotta, in realtà è guardata a vista un po’ da tutti i partiti della CdL che, per motivi ignoti ma comunque legati ad interessi squisitamente politici, stanno inscenando questa sorta di partita a scacchi in cui lo scacchiere è il consorzio universitario: e chi alla fine ne diventerà presidente, avrà fatto scacco matto.

A questo punto, visto l’eclissarsi con flemma inglese dei maggiorenti di Udc e Forza Italia, manca solo An a recitare la sua bella parte: non potrebbe in fondo stupire più di tanto se cominciasse a circolare anche il nome del presidente del partito Carmelo Incardona, almeno nel nome della par condicio. Seguendo pedissequamente la scaletta, anche quest’ultimo dovrebbe rifiutare. Ma non si sa mai. Intanto proprio Incardona risulta uno dei firmatari del documento della CdL diramato in queste ore e che porta in calce anche la firma di Leontini e di Giancarlo Floriddia dell’Udc.

Nel documento si specifica che «i tre partiti stanno seriamente valutando l’importanza e la delicatezza della situazione in cui versa il consorzio universitario, la cui stabilità è messa in questi giorni a dura prova. Per rimetterlo in sesto ? scrive Leontini ? la guida di tale ente non potrà che essere affidata ad una personalità forte ed autorevole». Leontini, guardandosi bene dal fare almeno un nome, ritiene che, nelle condizioni attuali, «sarebbe sterile prodursi in votazioni e nuove indicazioni che, stante la incombente scadenza degli organismi, si dovrebbero a breve reiterare obbligatoriamente. E’ pertanto preferibile ? conclude Leontini ? non nominare nessuno, modificare nel frattempo lo statuto e, sulla base di ciò, creare un nuovo assetto».

Questa, in sintesi, la «ricetta segreta» di Forza Italia, Udc e An per garantire un futuro stabile al consorzio universitario: rideterminare le quote azionarie al fine di recuperare la presenza attiva dei rappresentanti di importanti istituzioni che si sono, nel tempo e per vari motivi, disimpegnate e dimesse dagli organismi del consorzio, con in primis Ausl 7, Azienda Ospedaliera e Banca Agricola Popolare, coinvolgendo al contempo un maggior numero di soggetti pubblici e privati.

E’ essenziale poi procedere alla riformulazione dello statuto, dopo lo scioglimento della questione relativa alla definizione della fattispecie, pubblica o privatistica, dell’ente consorzio universitario, prevedendo altresì la partecipazione della Regione. Solo così, secondo la CdL, il consorzio universitario potrà essere messo nelle condizioni di affrontare «l’ impegnativa interlocuzione con l’Università di Catania, al fine di regolare le rispettive competenze e le questioni di carattere finanziario, garantendo l’attuazione di una stabile autonomia che possa consentire la rinegoziazione di programmi, corsi di laurea e convenzioni».

Va comunque precisato che l’elezione immediata di un presidente potrebbe contribuire a velocizzare il percorso auspicato dai partiti, tenuto anche conto del fatto che il nuovo presidente resterebbe in carica anche dopo la scadenza naturale dell’attuale consiglio d’amministrazione, fissata al 31 dicembre.