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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 774
RAGUSA - 04/08/2009
Attualità - Ragusa: nella vertenza in corso a far paura sono i numeri

Colacem: cassa integrazione per 70. A rischio 100 posti

L’attuale crisi finanziaria ha avuto pesanti ripercussioni sulla produzione di cemento nella provincia iblea

Nella vertenza Colacem a far paura sono i numeri. E il futuro di un intero indotto: fino a ottobre cassa integrazione ordinaria per circa 70 lavoratori dello stabilimento di Modica-Pozzallo, con un centinaio di posti di lavoro a rischio in molte aziende che lavorano nel comparto.

L’attuale crisi finanziaria ha avuto pesanti ripercussioni sulla produzione di cemento nella provincia iblea. Lo stabilimento Colacem di Modica-Pozzallo ha cercato di far fronte a queste difficoltà prima ottimizzando le spese di gestione, poi utilizzando lo strumento delle ferie forzate. Infine, appena qualche giorno fa, è arrivata l’attivazione della cassa integrazione ordinaria per due mesi, agosto e settembre. «Ma la nostra preoccupazione riguarda soprattutto il futuro dello stabilimento e di tante famiglie – afferma Giovanni Avola, segretario provinciale della Cisl –. Parliamo di un’azienda che ha un peso importantissimo nella nostra economia. Il nostro timore è che la cassa integrazione rappresenti un primo passo verso la chiusura dello stabilimento di Pozzallo, con conseguenze molto gravi per il nostro territorio dal punto di vista economico e sociale».

Un timore finito ieri sul tavolo di confronto presieduto da Franco Antoci, presidente della Provincia, alla presenza dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali Cisl Cgil, Uil e della politica. In particolare, il parlamentare Riccardo Minardo (Mpa) ha accolto la richiesta dei sindacati e ha assicurato il proprio impegno per un coinvolgimento a breve del Governo regionale nella vertenza. Un incontro all’insegna della cooperazione, insomma, per trovare una via d’uscita in grado di assicurare un futuro all’azienda e ai lavoratori di tutto l’indotto, ma in cui non sono mancati momenti di forte polemica.

L’azienda infatti ha effettuato investimenti per oltre 60 milioni di euro nello stabilimento di Ragusa, mentre nel sito di Modica-Pozzallo, dove erano previsti investimenti per circa 150 milioni di euro, il mancato rilascio delle autorizzazioni da parte del Comune di Modica e della Sovrintendenza di Ragusa – hanno ribadito più volte nel corso dell’incontro i rappresentanti sindacali – ha determinato nel 2007 il venir meno della ristrutturazione dello stabilimento. «Il risultato – ha detto il segretario Cisl Giovanni Avola – è che ad oggi i costi di produzione in questo stabilimento sono molto alti, più alti di quelli che si riscontrano nello stabilimento di Ragusa, e se a ciò si somma l’effetto della crisi nei mercati, si capisce bene come la responsabilità per i posti di lavoro a rischio ricada su un territorio che ancora una volta non ha saputo sfruttare le sue enormi potenzialità».

A complicare la situazione già critica per lo stabilimento di Pozzallo è la recente nascita in provincia di Siracusa di un punto di lavorazione del cemento. Si tratta di un punto di macinazione che acquista semilavorati dalla Turchia per immetterli poi sul mercato a prezzi altamente concorrenziali. A tal proposito Giuseppe Di Giacomo (Pd) ha evidenziato la necessità che nei prossimi incontri incentrati sulla vertenza Colacem sia presente anche l’azienda «per individuare tutte le strade percorribili non per opporci alla concorrenza, del tutto legittima in un libero mercato, ma per dare una maggiore competitività all’azienda e di riflesso una speranza ai lavoratori».