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Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 881
RAGUSA - 28/07/2009
Attualità - Ragusa: la struttura è meta di turisti che potrebbero essere affetti dalla temibile febbre

6 casi di virus H1 N1: quali controlli al porto turistico?

Ad alimentare il timore del contagio, difatti, è proprio uno dei filoni d’oro della ricchezza iblea: il turismo

Si moltiplicano i casi di «febbre suina» (virus H1 N1) in provincia di Ragusa. I casi sono in queste ultime ore saliti a 6, spingendo verso l’alto il termometro della paura. Ad alimentare il timore del contagio è proprio uno dei filoni d’oro della ricchezza iblea: il turismo. Gli occhi, ovviamente, sono puntati sulla grande novità dell’estate ragusana 2009: il porto turistico di Marina di Ragusa. La struttura potrebbe accogliere, assieme alle imbarcazioni dei turisti, anche il temutissimo virus?

«Siamo di fronte a un pericolo inesistente dal punto di vista statistico – assicura Francesco Agnello, direttore del porto turistico di Marina di Ragusa – e buona parte delle imbarcazioni proviene da Malta, non dai Paesi colpiti maggiormente dall’influenza, e comunque i controlli effettuati dalla Capitaneria di porto sono più che sufficienti a scongiurare eventuali pericoli di contagio, sul quale peraltro c’è già un eccessivo e ingiustificato allarmismo. Il monitoraggio che ad oggi viene effettuato è di tipo ordinario, tuttavia siamo pronti, se necessario, a far scattare tutte le misure previste per il caso e a bloccare l’ingresso delle barche. Le imbarcazioni che presentano un rischio elevato sono quelle provenienti da Paesi come l’Inghilterra o gli Stati Uniti, e nel nostro caso non ci sono barche da diporto che attraversano l’Atlantico per raggiungere Marina di Ragusa».

«Considerata la tipologia di utenza del porto turistico ragusano, sono sufficienti le attuali disposizioni sul diporto per garantire un ampio margine di sicurezza anche dal punto di vista sanitario – fanno sapere dalla Capitaneria di porto di Pozzallo –. Se abbiamo fondati sospetti, o se riceviamo segnalazioni in merito, siamo pronti a far scattare controlli più approfonditi sulle imbarcazioni, con il coinvolgimento di personale medico e delle strutture sanitarie del territorio».

Se da un lato dalla Capitaneria di porto e dalla società che gestisce la struttura giungono ampie rassicurazioni, dall’altro lato resta il fatto che il virus si è già diffuso in tutto il mondo, e che non sempre è possibile avere sotto controllo tutti i flussi turistici. L’Organizzazione mondiale della sanità prevede infatti che nel giro di due anni l’influenza H1N1 potrebbe contagiare ben 2 miliardi di persone, quasi un terzo della popolazione mondiale. Una previsione mitigata dal mondo della medicina e della ricerca: «Il virus non è letale e va trattato come qualsiasi altra influenza. Per questo, come per qualsiasi altra malattia stagionale, a breve sarà disponibile un vaccino a cui sarà sottoposta la popolazione».

I 6 CASI ACCERTATI FINORA IN PROVINCIA
In pochi giorni sono saliti a 6 in provincia di Ragusa i casi di virus H1 N1, noto come «febbre suina». I sintomi del virus sono stati riscontrati, in ordine cronologico, alla figlia della 39enne di Rosolini. Il caso della donna era stato il primo della Sicilia. Adesso anche la figlia si è ammalata.

Il virus era stato diagnosticato anche ad una ragazza di 24 anni di Scicli, tornata da poco da un viaggio in Inghilterra. I precedenti casi avevano riguradato una giovane di 14 anni residente a Santa Croce Camerina, anch´essa tornata da una vacanza nel Regno Unito; una ragazza 30enne di Vittoria e una donna di 36 anni di Ispica.

I casi, fatta eccezione per la 39enne di Rosolini e per la figlia, in provincia di Ragusa hanno finora interessato i comuni di Ispica, Scicli, Vittoria e Santa Croce. Un dato curioso: i 6 casi subito accertati e curati negli ospedali di Ragusa e Modica, hanno colpito solo le donne, non a caso di ritorno dai luoghi dove il virus è più diffuso.

L’Ausl 7 minimizza e rassicura: «E’ tutto sotto controllo – si affretta a precisare il dottore Giuseppe Ferrera, responsabile del servizio di epidemiologia – dal momento che i casi sono stati isolati per tempo e gli esami ai quali sono state sottoposte le persone venute a contatto con le due donne sono risultati negativi al virus influenzale».

Dello stesso tenore le dichiarazioni del direttore sanitario dell’ospedale modicano Raffaele Elia e del primario del reparto di infettivologia del "Maggiore" di Modica Antonio Davì, i quali puntualizzano che «Non è il caso di allarmarsi più di tanto perché i reparti di infettivologia di Ragusa e Modica sono stati già dotati da tempo dei test necessari per individuare il virus e isolarlo in tempo utile».

IL SINDACO DI RAGUSA DIPASQUALE SCRIVE ALL´ASSESSORE REGIONALE ALLA SANITA´
«Come si sta preparando la Regione Siciliana ad affrontare l´ arrivo della nuova influenza H1 N1, prevista per l´autunno?». E´ l´interrogativo che si pone il Presidente della Conferenza dei Sindaci della provincia di Ragusa, Nello Dipasquale il quale, con un´apposita nota, chiede all´Assessore Regionale alla Sanità, Massimo Russo quali siano le misure che l´Ente regionale intende adottare in caso di pandemia.

«Esiste o è già allo studio - chiede Nello Dipasquale al rappresentante del Governo dell´Isola - un piano di programmazione regionale di risposta alle emergenze infettive, redatto dai tecnici dell´Assessorato alla tutela della salute e sanità che tenga conto delle linee guida nazionali e di quelle dell´Organizzazione mondiale della sanità?». «In caso di emergenza - chiede ancora il primo cittadino - è stata prevista un´organizzazione di strutture specifiche e sono stati definiti compiti e ruoli di chi dovrà intervenire per fronteggiare la pandemia».

«In altre regioni d´Italia, come ad esempio in Piemonte, continua nella sua nota Dipasquale - è già stato approntato già un piano regionale d´intervento; in Sicilia cosa si è fatto e come si intende operare per non trovarci completamente impreparati»?