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RAGUSA - 23/07/2009
Attualità - Il calendario scolastico siciliano regala una vacanza in più per la festa dell’autonomia

Scuola al via il 18 settembre, ansia per i tagli agli organici

La riforma Gelmini non risparmia nessuno. L’assessore chiede un incontro al ministro della P.I.

Gli studenti siciliani torneranno in classe venerdì 18 settembre. Lo prevede il calendario scolastico emanato dal sovrintendete scolastico regionale che ha fissato anche la data di chiusura delle scuole per sabato 12 giugno.

Le vacanze di Natale sono anticipate quest’anno a lunedì 21 dicembre per cui studenti e docenti concluderanno le lezioni sabato 19 per ritornare in classe giovedì 7 gennaio. Sei i giorni di vacanza a Pasqua da giovedì 1 a martedì 6 aprile. Oltre ai tradizionali giorni di vacanza, il 1 novembre, l’8 dicembre ed il 2 giugno, viene introdotta in Sicilia da quest’anno la festa dedicata al giorno dell’autonomia siciliana che cade sabato 15 maggio, oltre alla festa del patrono di ogni singola città.

Gli istituti nell’ambito della loro autonomia possono comunque anticipare l’inizio dell’anno scolastico recuperando i giorni nel corso del’anno. Molte scuole hanno già programmato l’apertura per lunedì 14 settembre in modo di avere qualche giorno in più da dedicare ad attività extrascolastiche come i viaggi di istruzione o una pausa didattica invernale.

Il mondo della scuola siciliano è comunque in fermento per l’avvicinarsi della mannaia per il personale docente e non docente. La razionalizzazione operata dal ministro Gelmini con l’introduzione di parametri più rigidi nella composizione delle classi e la definizione degli organici di diritto delle scuole porterà a 5.200 tagli di docenti tra inferiori e superiori e alla perdita di 1.600 posti tra il personale non docente, assistenti amministrativi e collaboratori.

L’assessore alla P.I. Lino Leanza ha chiesto un incontro al ministro Maria Stella Gelmini per cercare di alleggerire i tagli in Sicilia per assicurare la qualità del servizio soprattutto nelle aree più a rischio. Anche in provincia di Ragusa si annunciano tagli soprattutto nelle scuole elementari e medie con nessuna immissione in ruolo e un dieci per cento di docenti soprannumerari, ovvero perdenti cattedra. Meno pesanti le conseguenze alla scuola superiore anche se le immissioni in ruolo si conteranno sulle dita di una mano nelle varie classi di concorso.

I sindacati di categoria sono sul piede di guerra e chiederanno al direttore regionale di applicare in modo rigido la normativa sulla sicurezza in modo da limitare l’accorpamento di classi e quindi la perdita di posti di lavoro anche perché in tema di sicurezza nelle scuole e di edilizia scolastica sono pochi i passi fatti in avanti e restano molte le situazioni critiche.