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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 302
RAGUSA - 20/07/2009
Attualità - Ragusa: lotta alla Tuta absoluta senza esclusione di feromoni!

L´insetto killer del pomodoro sarà decimato... con il sesso

A rischio anche le coltivazioni di melanzane, peperoni e patate

Trappole a feromone sessuale, reti escludi-insetto da installare nelle serre e bruciatura delle sterpaglie. La lotta alla Tuta absoluta, l’insetto proveniente dall’America latina e segnalato in Italia meridionale agli inizi del 2009, non ha ancora affinato armi specifiche nella difesa delle solanacee (pomodoro, melanzana, peperone e patata) dal temuto killer delle coltivazioni, ma ha già approntato «barriere di protezione» utili ad arrestare la diffusione della temutissima farfalla che da mesi continua a provocare danni ingenti agli agricoltori iblei. Barriere che di recente sono state al centro di un tavolo istituzionale presieduto dall’assessore provinciale allo Sviluppo economico, Enzo Cavallo, con la presenza e l’intervento dell’ispettore provinciale dell’Agricoltura, Giuseppe Arezzo, e del responsabile della sezione di Vittoria dell’Osservatorio delle malattie delle piante, Lino Buonocore.

Durante l’incontro, l’ispettore Giuseppe Arezzo ha messo in evidenza come «ad oggi disponiamo di pochi ma importanti strumenti di lotta, mentre gli studi per preparare un prodotto chimico specifico proseguono a ritmo serrato. Forse avremo i primi risultati concreti a settembre. Nel frattempo è necessario ridurre i danni provocati dalla Tuta absoluta anche attraverso campagne di informazione rivolte ai consumatori e ai coltivatori. Ai consumatori – prosegue Giuseppe Arezzo – occorre spiegare con chiarezza che non ci troviamo di fronte a un virus, e che non c’è alcun rischio per la salute dell’uomo. Per quanto riguarda i produttori, invece, una corretta informazione è fondamentale per mettere la parola ‘fine’ alle speculazioni di chi propone agli agricoltori prodotti miracolosi che sarebbero in grado di eliminare del tutto l’insetto dalle coltivazioni. Prodotti costosi ma tutt’altro che miracolosi, se non per le tasche degli speculatori».

Un’altra arma di difesa, molto efficace, è quella della bruciatura delle sterpaglie, dove il lepidottero depone le uova, «ma in questo caso c’è il rischio – avverte Giuseppe Arezzo – di incoraggiare il fenomeno delle fumarole, dato che in certi casi assieme ai resti della vegetazione vengono bruciati oggetti di plastica e altri materiali potenzialmente tossici». Non resta quindi che attendere l’esito delle ricerche sul fronte chimico e biologico, «un esito che ci vede molto ottimisti – conclude l’ispettore provinciale dell’Agricoltura –. Già a settembre i nostri agricoltori potrebbero disporre di un prodotto specifico e realmente efficace contro la Tuta absoluta».