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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 13:05 - Lettori online 768
RAGUSA - 11/07/2009
Attualità - Ragusa: l’evento storico per la provincia iblea "macchiato" dall’incendio doloso al bar

Alfano e Lombardo: "Porto di Marina di Ragusa? Mafia out"

Il presidente della Regione incalza: "Prendiamo a calci nel sedere i malavitosi e sputiamogli in faccia". L’inaugurazione è stata comunque una festa per celebrare una nuova era
Foto CorrierediRagusa.it

«Il porto turistico di Marina di Ragusa rappresenta la Sicilia che cambia, che crede nel futuro, che vuole riscattarsi. È il simbolo di un popolo che vuole tagliare i ponti con la mafia».

Mafia. Una parola che come ombra a tratti ha oscurato i festeggiamenti per l’inaugurazione del porto turistico di Marina di Ragusa, avvenuta ieri pomeriggio alla presenza di vari rappresentanti istituzionali. Un’ombra che le parole del ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha voluto esorcizzare con il suo intervento in qualità di ospite d’onore all’evento: «L’attentato incendiario ai danni del bar dello ‘Scalo trapanese’ è un atto intimidatorio grave al quale tuttavia si contrappone con forza la voglia di riscatto tangibile in ogni singola pietra del porto. Questa struttura nasce come espressione di una Sicilia che non teme la delinquenza e gli atti intimidatori, e che ha voglia di dimostrare come le opere pubbliche e le gare di appalto si possono fare nel pieno rispetto della legalità».

Un riferimento enigmatico, quello alle gare d’appalto. Secondo i primi accertamenti, il fuoco sarebbe stato appiccato con una bottiglia incendiaria lanciata contro alcuni banconi frigoriferi sistemati in una veranda esterna al bar. Da qui l’ipotesi di un atto intimidatorio nei confronti del titolare dell’esercizio.

La parole del ministro Alfano però sollevano qualche dubbio sulla possibilità che l’intimidazione sia indirizzata in qualche modo agli interessi legittimi che ruotano attorno alla nuova struttura turistica. Del resto, il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, pochi minuti prima dell’intervento del ministro Alfano aveva dichiarato alla stampa, proprio in relazione all’atto incendiario, che «è evidente che la mala pianta della mafia cova ancora sotto la cenere minacciando non solo il tessuto sociale dell’isola ma anche la sua economia, qui rappresentata da questa grande struttura dalle enormi potenzialità. Bisogna prendere i malavitosi a calci nel sedere e putargli in faccia, per impedirgli di mettere mano ai nostri portafogli.

La mafia - aggiunge Lombardo - non è solo una questione morale: è un dramma che colpisce in profondità lo sviluppo economico di una terra che lavora con grande determinazione per uscire dall’isolamento. Ma è un dramma sempre più legato al nostro passato. Nella nuova Sicilia, quella che realizza autostrade e porti - conclude il presidente della Regione - non c’è più spazio per la mafia».

UNA STRUTTURA ALL´AVANGUARDIA COSTATA CIRCA 80 MILIONI E CAPIENTE DI 800 POSTI BARCA SPALMATI SU UN BACINO PORTUALE DI 150 MILA MQ DEI 230 MILA TOTALI
Il porto turistico di Marina è costato 69 milioni 700 mila euro, di cui 35 milioni 500 mila euro pubblici, ed il resto privati, investiti dalla società catanese Tecnis.

Il bacino portuale occupa 150 mila metri quadrati dei 230 mila totali. La struttura presenta una capienza di circa 800 posti barca, che, però, sono modulabili in base alla lunghezza delle imbarcazioni che chiederanno di potervi accedere. La struttura è in grado di ospitare natanti fino a 50 metri di lunghezza.

E poi ancora 500 posti macchina,una stazione marittima, un circolo nautico, officina e rimessaggio, un travel lift da 160 tonnellate con scalo di alaggio,gru da dieci tonnellate, motoscalo da 80 tonnellate,15mila metri quadrati di verde già messo a dimora, un pontile centrale da nove metri, sistema computerizzato per l’erogazione dei servizi e la rete wireless

NESSUNA NOVITA´ DALLE INDAGINI SULL´INCENDIO AL BAR "STELLA MARINA"
Non fanno registrare novità di rilievo le indagini condotte dalla Squadra mobile per far luce sull’incendio doloso che ha distrutto all’alba di ieri lo storico bar «Stella Marina» dello Scalo Trapanese (nella foto), proprio nel giorno dell’inaugurazione ufficiale del porto turistico di Marina di Ragusa.

Il locale distrutto dalle fiamme dista poche centinaia di metri dalla nuova struttura portuale. Il rogo si è sviluppato poco dopo le tre del mattino e lo stabile di legno e plastica è bruciato come una torcia, mentre la zona era deserta. E’ stata l’inquilina di un appartamento attiguo a lanciare l’allarme. I vigili del fuoco hanno lavorato per oltre 4 ore. Si è resa necessaria l’evacuazione di un paio di appartamenti lambiti dalle fiamme, che hanno provocato decine di migliaia di euro di danni. Nessuno è comunque rimasto ferito.

Il titolare del bar Angelo Firrincieli è stato ricoverato in ospedale per un improvviso malore. Pare che il ragusano abbia dichiarato agli investigatori di non aver ricevuto minacce o richieste estorsive. Ma sulla matrice dolosa del rogo non vi è dubbio. I pompieri hanno difatti trovato i resti del bidoncino di plastica contenente benzina con cui è stato cosparso l’esterno del locale per darvi poi fuoco.

Un avvertimento lanciato non solo alle istituzioni ma, ovviamente, anche al titolare del bar, il cui locale è stato distrutto proprio nel giorno dell´inaugurazione del porto turistico, quando avrebbe realizzato affari d´oro con le migliaia di avventori che parteciperanno alla cerimonia ufficiale. Pare che, ma è solo una ipotesi non ancora suffragata da prove certe, che il titolare del bar abbia qualche mese fa ricevuto offerte per così dire "pressanti" a cedere l´attività commerciale. La Squadra mobile che conduce le indagini non esclude nessuna pista.

(Nella foto sopra le autorità sedute in prima fila. Nelle foto sotto le altre foto dell´inaugurazione. Cliccateci sopra per ingrandirle. FOTO CARMELO POIDOMANI)