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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 967
RAGUSA - 05/11/2007
Attualità - Ragusa - La denuncia degli agricoltori

E´ arrivata la pioggia intensa:
terreni allagati e ingenti danni

Ancora al palo il progetto dei canali di scolo.
A Scicli un anziano tratto in salvo dai volontari.
Foto Corrierediragusa.it

La stagione delle piogge è arrivata, portando con sé le conseguenze che da anni rappresentano un incubo ricorrente, soprattutto per gli agricoltori. In questi ultimi giorni la provincia è stata interessata da temporali più o meno intensi. Nulla a che vedere, per fortuna, con le violente precipitazioni che hanno flagellato la limitrofa zona aretusea, ma i danni alle colture sono comunque risultati ingenti. I diretti interessati stanno procedendo ad una prima, sommaria, conta.

Ma le associazioni di categoria sono già consapevoli delle cifre che salteranno fuori. Eppure, nonostante questa situazione oramai atavica si ripresenti con regolarità ogni qual volta piove a dirotto, non sono stati ancora assunti i provvedimenti propedeutici alla risoluzione della problematica più fastidiosa e devastante: l’allagamento dei terreni agricoli. Basterebbe davvero poco: la realizzazione di canali di scolo ai bordi delle carreggiate che convoglino l’acqua piovana che defluisce dalle naturali fessure dei muri a secco che delimitanti i vari terreni.

Interventi del genere, realizzabili in poco tempo, eviterebbero lo stagnamento dell’acqua che distrugge le colture. Più volte gli agricoltori hanno avanzato tale richiesta, ma invano. Aldilà delle legittime esigenze legate al soffocamento della produttività agricola, questa situazione costituisce un autentico pericolo anche per gli automobilisti, visto che spesso sono anche le strade ad essere sommerse dall’acqua, dando luogo al pericoloso fenomeno dell’acquaplannig, che riduce in pratica al lumicino l’aderenza degli pneumatici all’asfalto.

Per fortuna si tratta di fenomeni che interessano di rado la provincia, e non si sono quasi mai registrati danni sensibili alle persone, fatta eccezione per una persona che, qualche anno fa, venne addirittura travolta dall’acqua a Comiso, morendo annegata. Ai fiumi di parole (tanto per restare in tema) profusi dopo quel singolare quanto tragico evento, non seguirono i fatti. E i danni provocati all’agricoltura in questi ultimi giorni di pioggia lo testimoniano. Spetta a questo punto ancora una volta alle istituzioni concretizzare interventi richiesti da tempo, partendo magari proprio dalla realizzazione dei canali di scolo.


Le piogge mettono in evidenza la conformazione morfologica particolarmente «scomoda» della provincia. I 12 centri iblei, fatta eccezione per quelli montani, sono ubicati in autentiche conche naturali, come nel caso di Modica e Scicli, che accusano maggiormente il colpo quando piove a dirotto. Proprio in quest’ultimo centro un anziano se l’è vista brutta domenica scorsa, mentre stava tentando di attraversare il letto prosciugato del torrente Modica Scicli a bordo della sua motoape.

La pioggia torrenziale aveva in pratica all’improvviso allagato la cavità e solo grazie all’ausilio di un pugno di volontari il malcapitato ne è uscito indenne. In casi meno estremi, si verificano puntualmente allagamenti di scantinati o di interi vicoli, senza contare le cascate naturali che si formano dalle scalinate che conducono alle varie zone della città, rendendo in pratica impossibile ai residenti accedere alle rispettive abitazioni senza inzupparsi. In questi casi si può fare ben poco per limitare i disagi.