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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 805
RAGUSA - 10/07/2009
Attualità - Ragusa: entro metà mese il rettore attende la sottoscrizione dell’impegno del consorzio

Il collegio dei revisori dei conti è neutrale sull´università

Gli impegni e le garanzie richiesti dal rettore Antonio Recca ed inserite nella convenzione firmata il 30 giugno sono legittimi

Il collegio dei revisori dei conti dell’università di Catania non ha osservazioni da formulare rispetto alla convenzione tra l’ateneo ed il consorzio di Ragusa. Per i revisori dei conti gli impegni e le garanzie richiesti dal rettore Antonio Recca ed inserite nella convenzione firmata il 30 giugno sono legittimi. «Il rigore e la prudenza, si legge nel verbale della seduta del collegio dei revisori, debbono assistere l’istituzione, ovvero il permanere di attività didattiche presso sedi decentrate, tenuto conto della ridotta se non inesistente capacità finanziaria dimostrata nel passato dai numerosi Consorzi con i quali l’Università aveva stipulato convenzioni, sembrano sussistere nella trattativa in atto con il Consorzio di Ragusa» .

Il collegio dei revisori insomma da un lato invita alla prudenza e plaude ai paletti fissati dal rettore per garantire all’università entrate certe, ma dall’altro non ha al momento rilievi particolari da fare, visto che le clausole inserite nell’accordo sembrano tutelare l’università.

Resta intanto sempre aperta la questione sollevata dal rettore Antonio Recca per l’avvio dei corsi per l’anno accademico 2010-2011. Entro metà mese il rettore attende la sottoscrizione dell’impegno del consorzio e la scelta dei corsi, che il rettore limita a due. Giovanni Mauro, presidente del consorzio universitario ibleo, ha risposto picche, ha preso tempo, ed attende un incontro formale con il rettore per chiarire tutta la vicenda. Mauro e gli altri componenti il consiglio di amministrazione guardano con sempre più insistenza anche ad altre università per assicurare un futuro accademico a Ragusa anche perché sei milioni di euro sono una cifra importante che la provincia intende investire sul futuro universitario dei propri giovani.

MAURO NON ACCETTA IL DIKTAT DAL RETTORE SUI CORSI DI LAUREA
Niente diktat e soprattutto più trasparenza. Il presidente del Consorzio universitario ibleo Giovanni Mauro non accetta la presa di posizione del rettore dell’Università di Catania, Antonio Recca, che ha posto una serie di paletti perché dal 2010 Ragusa possa avere dei corsi di laurea degni di questo nome dal punto di vista della qualità dell’offerta formativa.

Recca ha posto il termine del 15 di questo mese al consorzio per rispettare i tempi della programmazione ma Giovanni Mauro non ci sente ed anzi rilancia. «Ringrazio dei generosi consigli sui corsi da conservare, replica l’ex parlamentare, ma il consorzio ritiene di prendere le sue decisioni in autonomia così come di disporre delle proprie risorse» è la replica alla prospettiva di Antonio Recca di attivare due soli corsi per rientrare nel budget di sei milioni che il consorzio si è assegnato.

Giovanni Mauro chiede anche una analisi approfondita del progetto formativo con il quale l’università di Catania intende organizzare i corsi di laurea. Mauro ha anche chiesto i costi analitici, comprese delle previsioni di entrata per valutare concretamente la proposta. Ragusa insomma non si sente per nulla sottomessa a Catania, rivendica autonomia di giudizio e perché no operativa se le condizioni che Catania proporrà non convinceranno. Mauro ed il consorzio cominciano a guardarsi intorno e per la partita università sembra essere cominciato il secondo tempo

IL RETTORE RECCA CHIEDE 6 MILIONI PER 2 CORSI DI LAUREA A RAGUSA
Due corsi di laurea dal costo di tre milioni di euro ciascuno. Antonio Recca vuole per Ragusa non un laureificio, ma una sede universitaria di eccellenza. Il rettore dell’università di Catania precisa, sottolinea, richiede nella sua lettera al presidente del consorzio di Ragusa perché i percorsi di studio per l’anno accademico 2010 - 2011 possano essere definiti sin da ora come dettano i tempi del decreto ministeriale.

Ragusa deve insomma dire a Catania quali corsi intende attivare tra due anni alla luce delle esperienze fatte e perché no anche dei costi da sostenere. Recca fa riferimento all’incontro avuto il 30 giugno a Roma in sede di ministero della pubblica istruzione dove fu sottoscritto un protocollo tra università e consorzio. Per la verità in quella sede, come si affretta a precisare Giovanni Mauro, si è parlato di tre corsi di laurea, Agraria, Lingue e Giurisprudenza, ma rispetto a dieci giorni fa pare che Recca abbia cambiato idea avendo fatto un po’ di conti in tasca a Mauro.

Il rettore insiste per la verità sulla necessità di assicurare a studenti, famiglie e corpo docenti un ambiente di studio di qualità; con studenti che possono accedere a biblioteche funzionanti, a laboratori, a mezzi tecnologici, e che possono godere di docenti che insegnano in modo stabile e puntuale. Nessuna concessione all’improvvisazione dunque ma una sede ragusana che stia al passo con i tempi, che sappia competere sul mercato ed attrarre studenti.

Tutto questo costa tre milioni per corso di laurea, che conterà su almeno venti docenti di ruolo, 12 per la triennale e otto per la specialistica, e potrebbe arrivare fino a 25 ma il consorzio deve essere consapevole dei costi, delle strutture necessarie, degli impegni che deve sostenere, del personale che ha assunto e deve pagare.

Alla luce di tutte queste considerazioni Antonio Recca, da buon padre di famiglia, ritiene che due corsi possono bastare per Ragusa ed entro metà mese vuole dunque sapere da Mauro le sue intenzioni per programmare non il prossimo ma l’anno accademico che comincerà ad ottobre 2010.

Il rettore è anche magnanime, oltre che magnifico, visto che non ha preclusioni di sorta se Ragusa vuole intavolare trattative con altri atenei e soprattutto non farà ostruzionismi agli studenti che vogliono trasferirsi in altre sedi o in quelle che eventualmente Ragusa sceglierà per il prossimo futuro. Fin qui Antonio Recca ma la sua lettera, pubblicata anche sul sito dell’università di Catania , riapre un confronto che sembrava ormai chiuso con buona pace di tutti. I componenti del consorzio ieri si sono riuniti ieri ma non sono entrati nei dettagli della comunicazione di Recca. Giovanni Mauro si è limitato a dire « Il rettore parli con noi, rispetti gli accordi e non si limiti a pubblicare documenti».