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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 1330
RAGUSA - 03/07/2009
Attualità - Ragusa: dopo lo sciopero della fame dei dipendenti senza stipendio

Dipasquale chiede aiuto a Lombardo per le Opere pie

Anche il parlamentare del Pdl Nino Minardo invoca il sostegno degli organi preposti
Foto CorrierediRagusa.it

Una lettera indirizzata al Presidente della Regione, Raffaele Lombardo, ed a tutti i parlamentari regionali, è stata inviata dal sindaco Nello Dipasquale (nella foto) in merito alla grave problematica lavorativa dei dipendenti delle Opere Pie Riunite Casa di Ospitalità Iblea e Casa dei Fanciulli S.Teresa. «E’ assurdo e vergognoso – si legge nella missiva – che il personale dipendente delle due Opere Pie Riunite di Ragusa da circa due anni non percepiscano le mensilità spettanti, né alcun emolumento legato a rinnovi contrattuali.

Non si comprende – si continua a leggere – perché Enti come i Comuni, ed in particolare il Comune di Ragusa, garantiscano con regolarità le spettanze dei loro dipendenti, mentre altri si permettono di lasciare senza risorse i loro lavoratori».

La richiesta che il primo cittadino rivolge ai rappresentanti istituzionali è quella di risolvere positivamente la vicenda. «Ho sempre fatto la mia parte e la mia porta è sempre aperta – dichiara Dipasquale – su questa vicenda non possiamo fare nulla, il mio compito è quello di garantire lo stipendio ai lavoratori dipendenti comunali e non di altri enti o aziende. Pertanto – conclude il sindaco – mi spiace di non potere accontentare l’ipotesi avanzata dal Partito Comunista dei Lavoratori che chiede al Comune di farsi carico di questi lavoratori, perché non potrei mai portare al disastro economico il mio Comune».

Anche il parlamentare del Pdl Nino Minardo chiede l’intervento degli organi competenti: «È fondamentale – dichiara – affrontare e risolvere un problema che coinvolge questi lavoratori i quali, nonostante da circa due anni non percepiscano quanto dovuto, hanno sempre garantito il loro servizio in un settore tra l’altro tra i più delicati, quello sociale».