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RAGUSA - 04/07/2009
Attualità - Dalla provincia iblea diventa un problema arrivare nel capoluogo etneo

Catania: code in entrata e in uscita fino a mercoledì 15

Continuano i disagi, causati dalla chiusura al traffico veicolare di una corsia del ponte sul Simeto. L’unica speranza è riposta ora nell’apertura del tratto autostradale di 12 chilometri che da passo Martino arriva fino a Vaccarizzo Foto Corrierediragusa.it

Non prima di dieci giorni l’apertura del tratto della Siracusa Catania tra Passo Martino e Vaccarizzo. Gli utenti della strada dovranno sottoporsi a lunghe file ed incolonnamenti per entrare ed uscire dal capoluogo etneo almeno fino a mercoledì 15.

E’ questa la data indicata dai tecnici dell’Anas rispetto alla previsione di lunedì 20 alla luce del completamento del tratto autostradale in questione riguardante svincoli e messa in sicurezza. Deviazioni e strade alternative hanno alleviato in qualche modo la pesante situazione del traffico sulla Siracusa Catania per la parziale chiusura del ponte di Primosole. Va meglio in entrata a Catania visto che il ponte è percorribile a senso unico in direzione Catania e la coda, seppur lunga, è comunque scorrevole.

Più difficile invece uscire da Catania visto che le strade alternative proposte sono strette, come la consortile 4 sulla quale è stato imposto il limite di 50 km orari. Gli automobilisti faranno bene a mettere in conto ritardi di almeno 50 minuti per arrivare a Catania rispetto alla normale tabella di marcia e di 90 minuti in direzione opposta anche se molto dipende dalle ore di transito. Il fine settimana in questo senso sarà un test molto severo per la viabilità visto che il tradizionale flusso dei vacanzieri dal catanese verso il siracusano. Pur se la viabilità, la rabbia degli automobilisti, le code, l’apertura dell’autostrada sono al centro della cronaca in questi giorni non va tuttavia dimenticato oggi il motivo per il quale si è creata questa situazione.

Emerge infatti l’assoluta precarietà del ponte di Primosole da almeno otto anni a questa parte tanto che nel 2001 si parlava già di demolizione. Osservare il ferro a vista del ponte, le travi e le crepe, solleva molto interrogativi su cosa rischiano ed hanno rischiato in questi anni le milioni di persone che hanno attraversato il ponte e sul perché si siano dovuti attendere gli ultimi giorni prima di trovare una soluzione in qualche modo alternativa.

E´ EMERGENZA VIABILITA´, E IL CALDO NON FACILITA LE ESTENUANTI CODE
E’ emergenza viabilità per la provincia di Ragusa e per la Sicilia orientale in genere. Come era prevedibile la chiusura, seppur parziale del ponte sul Simeto in località Primsole, ha gettato nel caos tutto il traffico di questa parte dell’isola. Catania, Siracusa e Ragusa soffrono e l’unica speranza è riposta ora nell’apertura del tratto autostradale di 12 chilometri che da passo Martino arriva fino a Vaccarizzo. Per aprire questa bretella di 12 km serve tuttavia il sì dell’Anas che è l’ente preposto ad autorizzare la percorribilità dell’autostrada.

L’assessorato regionale ai Lavori Pubblici nominerà Alfio Di Bennardo quale commissario ad acta per la contemporanea gestione della crisi autostrada, per la gara di appalto per i lavori sul ponte sul Simeto e l’apertura del primo tratto autostradale. Il commissario avrà i pieni poteri e potrà decidere di raccordo con l’Anas almeno l’apertura parziale ad una corsia dell’autostrada per questi giorni di calvario fino alla data del 20 quando è stato fissato il giorno della apertura.

Automobilisti, autotrasportatori, servizi pubblici devono intanto sottoporsi a lunghe code soprattutto in uscita da Catania verso Siracusa e Ragusa mentre va meglio, se così si può dire, a chi proviene da queste due provincie ed è diretto a Catania. Sarà bene calcolare almeno un’ora di ritardo verso la città etnea visto l’incolonnamento a Vaccarizzo e l’avanzamento lento seppur continuo della coda.

In uscita da Catania va molto peggio visto che il traffico è deviato su strade alternative con strozzamenti continui che portano nelle ore di punta fino a ritardi di tre ore. « Ragusa subisce danni in termini di merci anche all’estero –dice il presidente della provincia Franco Antoci- Esportiamo infatti pomodorino, melanzane ed agricoltura di qualità. C’è un problema anche per il turismo visto che chi vuole visitare le nostre zone arriva in aeroporto. Non ancora quantificabile il danno ma sarà piuttosto elevato».

TEMPI DI PERCORRENZA SNERVANTI, AUTOMOBILISTI SULL´ORLO DI UNA CRISI DI NERVI
Tempi di percorrenza più lunghi per raggiungere Catania. E´ stato infatti chiusa al traffico una corsia del ponte Primosole. Le code in entrata ed uscita dal capoluogo etneo sono di dieci chilometri nelle ore di punta nonostante la presenza e l’impegno della Polstrada di Catania. Numerose le lamentele giunte in redazione da parte dei nostri lettori. Chi deve raggiungere il capoluogo etneo per viste mediche o per prendere un aereo deve partire dalla provincia iblea con almeno 4 ore di anticipo per arrivare puntuali. Ancora più snervante e difficoltoso uscire da Catania, a causa delle code ancora più lunghe.

Gli automobilisti, ma anche i mezzi pubblici, diretti soprattutto all’aeroporto di Fontanarossa dovranno mettere in conto un più lungo lasso di tempo per non avere spiacevoli sorprese. L’Anas ha preferito chiudere la corsia per non gravare sulla struttura che versa in un precario stato come evidenziano i ferri a nudo, i sempre più frequenti sobbalzi in prossimità dei giunti di dilatazione. L’Anas appronterà al più presto il progetto definitivo per il recupero del ponte ma il problema per la viabilità resta. Potrà essere risolto solo con l’apertura dei dodici chilometri di autostrada, la Siracusa Catania, dallo svincolo di Passo Martino a Vaccarizzo.

L’apertura dell’autostrada è stata annunciata per questo fine mese ma la chiusura parziale del ponte e gli intasamenti potrebbero portare ad un accorciamento dei tempi visto che la segnaletica del tratto autostradale è pronta e il manto d’asfalto definitivo è stato steso. A questo punto solo un’ordinanza della protezione civile può salvare mezza Sicilia dall’incubo code.