Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:51 - Lettori online 965
RAGUSA - 01/07/2009
Attualità - L’inchiesta avviata dal sostituto procuratore di Messina Vincenzo Cefalo

Nino Minardo indagato del Cas: "Non ne sapevo nulla"

Informazione di garanzia anche per Patrizia Valenti, succeduta all’attuale parlamentare modicano del Pdl alla presidenza del Consorzio siciliano autostrade
Foto CorrierediRagusa.it

Non si preoccupa più di tanto Nino Minardo (nella foto) per l’avviso di garanzia che il sostituto procuratore di Messina, Vincenzo Cefalo gli ha fatto recapitare per alcuni atti della gestione del Cas, consorzio autostradale siciliano.

«Per la verità non ho ancora ricevuto niente – dichiara il parlamentare Pdl - e ho appreso della notizia dai giornali e questa mi sembra ormai una prassi consolidata in Italia. Sapevo che la procura di Messina stava lavorando a seguito di alcuni esposti ma non sapevo dell’avviso di garanzia ed apprendo che sarebbe per abuso di ufficio e rifiuto ed omissione di atti di ufficio». Nino Minardo ha anche rilevato una inesattezza nei resoconti.

«Vincenzo Pozzi è stato per cinque anni direttore generale dell’Anas ed è uomo di grande esperienza e prestigio. Non fu mai nominato direttore generale del Cas ma aveva solo un contratto di collaborazione, un Co.Co.Co.,per alcuni progetti specifici come la convenzione con l’Anas ed il completamento della Siracusa Gela».

Il parlamentare non vuole entrare in ulteriori dettagli ed attende di leggere i termini dei reati contestatigli dal magistrato prima di rilasciare ulteriori dichiarazioni. Nino Minardo è rimasto al vertice del Cas per quasi dieci mesi e si è dimesso il sette dicembre del 2007 quando si insediò Patrizia Valenti. Il parlamentare modicano approdò alla direzione della fondazione culturale della regione Sicilia, Federico II, ma non si insediò mai perché nell’aprile dell’anno successivo si tennero le elezioni e Minardo fu candidato nelle liste Pdl spiccando il volo per Roma.

I DETTAGLI DELL´INCHIESTA PARTITA DA MESSINA
Informazione di garanzia per i due ultimi presidenti del consorzio autostrade siciliane, Cas. Le ha inviate il sostituto procuratore di Messina, Vincenzo Cefalo, nell’ambito di una inchiesta che riguarda le gestioni del Cas sotto la presidenza di Nino Minardo, parlamentare Pdl, e di Patrizia Valenti.

Il magistrato ipotizza il reato di abuso di ufficio e di rifiuto ed omissione di atti di ufficio. Insieme ai due ex presidenti, Nino Minardo, rimasto in carica per quasi un anno e dimessosi all’inizio di dicembre del 2007 e per Patrizia Valenti, al cui posto è subentrato in questi giorni il commissario ad acta inviato da Raffaele Lombardo, Manlio Munafò, sono indagati anche alcuni funzionari e componenti del consiglio di amministrazione.

La prima indagine riguarda la presidenza Minardo per una delibera adottata dal Cda nel settembre 2007 grazie alla quale fu insediato Vincenzo Pozzi, nel ruolo di direttore generale del Cas. Per il magistrato non sarebbe stata operata la necessaria comparazione delle candidature tra quanti presentarono i loro curricula per il posto di direttore generale. La nomina di Pozzi fu contestata infatti da alcuni componenti del Cda che votarono contro mentre Nino Minardo nella sua qualità di presidente, il suo vicepresidente Carmelo Torre, ed altri due componenti votarono a favore.

Un esposto alla procura della repubblica di Messina da parte di Dario La Fauci, componente il Cda, innescò l’indagine che è ora sfociata negli avvisi di garanzia. La seconda indagine riguarda ancora l’affidamento dell’incarico a Vincenzo Pozzi per il quale fu previsto il compenso di 107mila euro l’anno lordo. Il reato di rifiuto di atto di ufficio da parte di Nino Minardo e di quanti votarono la delibera riguarda la mancata esecuzione di una sentenza del tar del 2006 che obbligava il Cas a procedere all’approvazione della graduatoria interna per titoli per procedere alla nomina del posto di dirigente generale dell’ente. La graduatoria peraltro era stata approvata l’anno prima dal commissario ad acta del Cas ed era pertanto ancora valida.

Patrizia Valenti, succeduta a Minardo nell’aprile del 2008, dopo la nomina del parlamentare modicano alla guida della fondazione Federico II di Palermo, , è tata destinataria dell’avviso di garanzia sempre per il rifiuto di atti di ufficio. Valenti infatti si è rifiutata di assumere quale direttore generale l’avvocato Olivia Pintabona, che aveva aperto una lunga battaglia legale con il Cas per vedere riconosciuti i suoi diritti.