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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:08 - Lettori online 1260
RAGUSA - 29/06/2009
Attualità - Ragusa: con le firme del rettore dell’ateneo Recca e del presidente del consorzio ibleo Mauro

Siglato a Roma l´accordo per il futuro dell´università iblea

Si parte da due milioni 460mila euro che l’università esige entro la fine di settembre per far ripartire i corsi di laurea

Accordo sottoscritto e l’università a Ragusa può ripartire. Gianni Mauro, presidente del consorzio, Antonio Recca, rettore dell’Università di Catania, hanno apposto la firma al documento, tre pagine,sei articoli, sotto la supervisione di Giovanni Bocchieri, capo della segreteria tecnica del ministro della P.I. Maria Stella Gelmini.

Non ci sono novità di sorta nell’accordo ma alcuni dettagli significativi. Il consorzio universitario dovrà versare 706mila euro entro lunedì prossimo ed un milione 700mila euro entro il 30 settembre come saldo dell’anno accademico appena trascorso. In caso di mancato versamento dei due milioni 460mila euro l’università procederà alla disattivazione dei corsi.

Nel dettaglio questi saranno: la laurea triennale in scienze agrarie e subtropicali e la laurea specialistica dello stesso corso, giurisprudenza, la triennale di mediazione linguistica, la triennale di studi comparatistici, la specialistica di lingue orientali e la specialistica di lingue e culture europee ed extraeuropee. Viene invece cancellata Medicina e gli studenti trasferiti a costo dell’università a Catania.

Il rettore Recca ed il presidente Mauro si sono dati ora appuntamento ad un tavolo tecnico per definire l’organizzazione migliore dei corsi e degli studi. L’accordo stabilisce inoltre che l’università rinuncia al ricorso per il decreto ingiuntivo nei confronti del consorzio e quest’ultimo rinuncia al ricorso presentato al tribunale di Ragusa, la cui udienza peraltro già fissata per giovedì scorso è stata rinviata al 13 luglio su richiesta dei legali dell’ente.

Con l’accordo sottoscritto a Roma comincia una nuova era , o quasi, per l’università a Ragusa. Tirano un sospiro di sollievo i quasi quattromila studenti iscritti e le loro famiglie mentre i rappresentanti politici ed istituzionali vedono confermata la bontà della loro linea politica e la giustezza delle proprie ragioni. Si riparte tuttavia dalla consapevolezza che l’università costa al territorio quattro milioni di euro l’anno, che gli enti dovranno onorare per tempo e con puntualità i loro impegni perché il contenzioso non venga più riaperto. Semmai la domanda che enti, istituzioni e classe dirigente devono porsi è come qualificare al meglio l’investimento e come questo può avere ricadute sul territorio.

LA SODDISFAZIONE DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA FRANCO ANTOCI
«La transazione con l’Università di Catania che consente di riattivare i primi anni dei corsi di laurea di Agraria, Giurisprudenza e Lingue e di mantenere il terzo anno di Informatica Applicata a Comiso e di Scienze del Governo dell’Amministrazione a Modica sancita oggi nella sede del Ministero dell’Università chiude una fase delicata nell’interlocuzione dei rapporti con le autorità accademiche di Catania. I corsi sono salvi e il risultato è figlio di una mobilitazione generale dell’intero territorio che ha permesso di raggiungere quest’importante risultato, frutto anche della compattezza e della forza unitaria dell’intero territorio al di là delle singole appartenenze».

Così il presidente della Provincia Franco Antoci, dopo la firma della transazione nella sede del Ministero dell’Università tra il Consorzio Universitario Ibleo e l’Università di Catania,

«Il principale obiettivo – aggiunge Antoci - era quello di assicurare la continuità dei corsi universitari di Agraria, Giurisprudenza e Lingue anche per il prossimo anno accademico e il completamento del triennio per Informatica e Scienze del Governo dell’Amministrazione. Dispiace per la perdita di Medicina e Chirurgia ma le condizioni per mantenere questo corso erano abbastanza esose, ora dobbiamo modificare al più presto lo Statuto del Consorzio Universitario per consentire l’ingresso di nuovi soci e di nuovi fondi in modo da tendere al mantenimento e, se possibile in futuro, all’ampliamento dell’offerta formativa in provincia di Ragusa».