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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 624
RAGUSA - 03/11/2007
Attualità - Ragusa - Il sindaco Nicosia ha ribadito che è necessario l’esercito

Vertice in Prefettura
sulla criminalità a Vittoria

Dopo la segheria rasa al suolo da tre incendi dolosi in 72 ore Foto Corrierediragusa.it

Vertice in Prefettura a Ragusa. All’ordine del giorno, il caso relativo alla recrudescenza criminale a Vittoria. Fra i presenti il sindaco Giuseppe Nicosia (nella foto), che è tornato a invocare la presenza dell’esercito sul territorio e a invitare i commercianti di Vittoria a denunciare ogni forma di angheria e sopruso. C’è stato pure il botta e risposta con Francesco Forgione, presidente della Commissione nazionale antimafia, sull’utilità dell’esercito, che il sindaco non considera la panacea di tutti i mali ma utile a ridare serenità all’ambiente. Le indagini si presentano molto difficili. E se non fosse pizzo o racket che dir si voglia? Un interrogativo inquietante arrovella il cittadino che cerca di leggere gli ultimi episodi di questa settimana.

Una segheria presa di mira per 3 volte, per distruggerla completamente, per raderla al suolo. Come si fa a cercare il pizzo a un imprenditore ridotto al lastrico? Come si fa a scippare una persona alla quale sono stati tolti persino i vestiti? Per creare terrore, ansia e panico basta solo un piccolo avvertimento, non la distruzione totale dell’esercizio. L’azienda del racket lascia sempre una fonte di reddito all’imprenditore a cui si rivolge per attingere denaro. E da quel che risulta, le segherie prese di mira, che risulterebbero essere sane dal punto di vista imprenditoriale, devono spianare le macerie con le ruspe e ricostruire ex novo per ricominciare l’attività.

Senza considerare con quale spirito psicologico e voglia di andare avanti. Considerazioni fra le tante che si possono fare dopo i tragici fatti di quest’ultima settimana. Gli inquirenti hanno la bocca cucita. Dai vertici della Questura si tenta di rassicurare l’ambiente e si invita a non pensare che dietro quello che sta succedendo ci debba essere per forza una grande organizzazione criminale. Insomma, le piste possono essere tante, tutte valide e tutte scartabili. Un bagliore di verità, oltre a quello delle fiamme, non dovrebbe tardare ad arrivare.